Provaci ancora Brancusi di Pietro Quadrino

Pietro Quadrino, interprete d’eccezione del teatro europeo contemporaneo, offre uno sguardo privilegiato sui suoi pensieri, sulle sue debolezze e paure, e nel farlo ci mostra che il coraggio non è solo degli eroi, ma anche di chi decide di lottare, nonostante lo sfavore delle stelle. Un romanzo autobiografico in cui Silvano Brancusi, alter ego dello scrittore, si muove nel mondo alla ricerca del riscatto, del vero amore, e del senso della vita. Si racconta di scelte importanti e della forza di andare contro corrente, anche quando i sogni e il successo sono a portata di mano

by Il Taccuino Ufficio Stampa

Pietro Quadrino

Titolo: Provaci ancora Brancusi
Autore: Pietro Quadrino
Genere: Autobiografico
Casa Editrice: LFA Publisher
Pagine: 213
Prezzo: 16,50 euro
Codice ISBN: 978-88-3343-006-5

Provaci ancora Brancusi di Pietro Quadrino ci conduce nelle avventure umane e professionali del suo protagonista, immerso nel flusso della vita, disponibile al cambiamento e pronto a tutto, in quello stato di grazia che è privilegio di chi sa capire e seguire la propria volontà. Silvano Brancusi è un personaggio che non cela niente al lettore, che mette a nudo la propria anima senza la paura di venire frainteso, con quell’abbandono e fiducia nell’uomo che solo un artista può avere. Viene presentato come un ragazzo passionale, presuntuoso a volte, ma lo stesso scrittore poi si domanda quanto davvero valga come attore e essere umano, in un dialogo con il suo alter ego in cui spesso ne esce sconfitto, ma mai perdente. All’inizio del romanzo si scopre che la consegna di una lettera può cambiare l’intero corso dell’esistenza del protagonista, e nelle pagine che seguono vi è la ricostruzione dei tre anni precedenti, delle rocambolesche avventure, delle sofferenze e delle vittorie, dei viaggi e delle perdite. Il racconto di una vita mostrato con le sue luci e le sue ombre, in cui, anche nei momenti di smarrimento, vi è una costante, una stella polare che dovrebbe guidare la vita di ognuno. Per il protagonista è l’amore, per il teatro e per una donna, che orienterà le sue scelte, anche quando esse riveleranno una follia quasi impossibile da comprendere. Provaci ancora Brancusi racconta il mondo interiore di un artista, già esso stesso romanzo, e lo fa con ironia e spregiudicatezza, senza censure. Lo scrittore-attore conosce bene l’animo umano e fa leva sui punti giusti, su quei temi universali che rendono gli uomini uguali: la volontà di riuscire, di non passare su questa terra senza lasciare un segno, e il bisogno dell’altro, di approvazione e di amore. Il protagonista ci scuote dal torpore, ci mostra come il coraggio sia dentro ognuno di noi, anche nelle situazioni più disperate, che i sogni sono tutto ciò che abbiamo e vanno preservati. E ci rassicura che tutti possono concedersi, se lo desiderano, una dose di follia.

Provaci ancora Brancusi

ASCOLTA TRAMA DI “PROVACI ANCORA BRANCUSI”

TRAMA. Silvano Brancusi è un giovane attore, scrittore e poeta. Scanzonato e irriverente, si ritrova catapultato ad Anversa, per seguire la compagnia del grande Peter Frame, uno degli artisti contemporanei più talentuosi e controversi, che lo chiama a creare uno spettacolo colossale della durata di 24 ore, Olympus. Ed è proprio durante le prove di questa folle creazione che Silvano incontrerà “la donna più bella del mondo”, Maria Lek, della quale si innamorerà “come ci s’innamora di un mistero”. Saranno anni di fatiche, avventure romantiche con molteplici donne e fallimenti, tra Parigi, Salonicco, Roma, l’Havana, Bruxelles, Milano, e infine Berlino, dove verrà messa in scena per la prima volta l’opera monumentale di Frame. E soprattutto saranno anni di sconvolgimenti emozionali, in cui Silvano inseguirà la donna dei propri sogni, la amerà e sarà amato, per poi essere abbandonato. Questa sofferenza lo porterà lontano, nello spazio e dentro sé stesso, non fermerà i suoi sogni ma lascerà un seme che maturerà nell’epilogo del romanzo. Il 23 novembre del 2018 Silvano Brancusi si trova di fronte alla più importante decisione della sua vita: fermarsi e ritirare il premio che si è finalmente conquistato con la sua opera prima, o lasciare tutto, rischiare di buttare all’aria anni di sacrifici e seguire un desiderio, più forte della razionalità.

“[…] Non riesco a spiegarmi il perché, ma se dovessi scegliere un posto dove nascondermi al mondo, andrei ad Anversa. I pavimenti delle strade sono scuri, le case sono scure, il cielo è scuro, le chiese sono scure. Ad Anversa sembrano celarsi tutti i segreti che le persone non possono più portarsi dietro: li hanno lasciati, depositati fra le mattonelle delle vie, fra i mattoni delle case, li hanno infilati nell’intercapedine delle rotaie del tram”.

BIOGRAFIA. Pietro Quadrino nasce a Roma nel 1987. Terminati gli studi in Scienze Politiche all’Università La Sapienza di Roma, intraprende la carriera di attore teatrale. Si sposta a Parigi dove si diploma all’Accademia Internazionale delle Arti dello Spettacolo. Dopo alcuni anni di tournée in Francia con numerose compagnie, torna a lavorare in Italia, al Teatro di Roma. Dal 2012 entra a far parte della compagnia di teatro e danza dell’artista belga Jan Fabre, con il quale recita nei più importanti teatri tra Europa, America e Medio-Oriente. È uno degli attori di Mount Olympus, regia di Fabre, uno spettacolo evento di 24 ore sulla tragedia greca, premio UBU 2015 per il miglior spettacolo straniero. Durante questo periodo, Pietro Quadrino lavora anche con altri registi di rinomata fama internazionale quali Ariane Mnouchkine del Theatre du Soleil, Peter Brook, Jan Lawers, Alex Rigola, direttore della biennale-teatro di Venezia, e altri gruppi teatrali più giovani. Dal 2016 fonda la propria compagnia teatrale Post Scriptum Company per la creazione di nuovi spettacoli da lui stesso scritti e interpretati: L’Uomo Rivoltato, Jungle Dream, Oh my Girl-histoire de la virilité. Del 2018 è il suo primo romanzo, Provaci ancora Brancusi, selezionato tra i finalisti del concorso IOSCRITTORE. 

Blog del libro: http://silvanobrancusi.blogspot.it/

Pagina FB del libro: https://www.facebook.com/silvanobrancusi/

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La Fuoriuscita – Giuseppe Lago

Un romanzo psicologico che affronta in modo particolarmente accurato il tema della psicoterapia e dei suoi eccessi, non rinunciando al piacere di una trama intrigante, a tinte gialle. Giuseppe Lago, consulente per Skytg24, Tgcom e Virgin Radio, ci conduce in un intenso e spiazzante viaggio nel mondo delle emozioni, degli affetti e delle dinamiche interpersonali. 

by Il Taccuino Ufficio Stampa

La fuoriuscita Giuseppe Lago

Titolo: La Fuoriuscita
Autore: Giuseppe Lago
Genere: Psicologico
Casa Editrice: Alpes Italia
Collana: Psicoterapia e Storia
Pagine: 278
Prezzo: 19 euro
Codice ISBN: 978886531-452-4

VIDEO PRESENTAZIONE DE “LA FUORIUSCITA”

Presentato dallo scrittore Giuseppe Lago e dal regista Livio Bordone a Roma presso la libreria Altroquando, il romanzo “La Fuoriuscita” offre un percorso narrativo all’interno del quale emergono le complesse dinamiche che si instaurano tra paziente e psicoterapeuta. L’essenza del racconto risiede nella riflessione su questa importante relazione, e di come essa possa modificare in bene o in male la vita intima e affettiva di chi si sottopone alle sedute. Attraverso le figure antitetiche dei dottori Livio Spada e Adele Lussari, lo scrittore getta luce sulle differenze tra un percorso psicoanalitico incentrato sul benessere e l’equilibrio del paziente, e quello orientato a far emergere esclusivamente la personalità carismatica del terapeuta, divenuto guida spirituale e interessato solo a creare proselitismo e adorazione. Con una prosa impeccabile e argomentativa, ricca di spunti di riflessione, di citazioni letterarie e cinematografiche e di interpretazioni oniriche, Giuseppe Lago restituisce un ritratto estremamente attuale della fragilità umana e del bisogno di appartenere a un gruppo che possa legittimare la propria esistenza. La forza del romanzo sta nel trattare di argomenti di interesse scientifico e psicologico senza disturbare lo scorrimento di una trama appassionante, venata di tinte gialle, e abitata da personaggi complessi in cui ogni lettore può trovare una parte di sé.

GUARDA INTERVISTA GIUSEPPE LAGO SU TG SKY 24

ASCOLTA INTERVISTA A GIUSEPPE LAGO SU VIRGIN RADIO

TRAMA. Martha Weber, un’artista di trent’anni, entra nello studio dello psichiatra Livio Spada. Racconta di essere fuoriuscita da un gruppo terapeutico, detto “grande gruppo”, che frequentava da otto anni. Il gruppo è gestito da Adele Lussari, psichiatra affascinante e anticonvenzionale, che ostenta un atteggiamento ribelle nei confronti dell’ambiente scientifico-culturale che la circonda, proponendo il suo metodo alternativo chiamato “psicoscienza”. Le sedute si svolgono a villa Incom, residenza e studio della Lussari. Martha racconta la sua esperienza di seguace della donna, la quale tiene due grandi gruppi con circa cinquanta persone per volta, il venerdì e il sabato. Dal racconto emerge come queste sedute di psicoterapia non siano altro che una maschera per la setta creata dalla Lussari, autoproclamatasi guru carismatico. I seguaci sono costretti ad accettare l’autorità assoluta della loro conduttrice, e ad acquisire nel tempo i tratti della sua personalità, divenendo delle copie e rinunciando al libero arbitrio. La fragilità dei pazienti è terreno fertile per la donna, che riesce a insinuare dubbi, a mettere in crisi una personalità già alterata e a divenire insostituibile per il malcapitato. Il complesso sistema persuasivo e settario è presentato in modo scorrevole e dialogico attraverso il confronto tra vari personaggi che animano la vicenda: in primis Martha e Livio, gli unici a vedere oltre la coltre di fumo che la Lussari ha generato. Martha racconterà di Diego, suo compagno, anche lui coinvolto nel sistema di villa Incom, e poi divenuto l’amante di Adele Lussari, la quale contempla la possibilità di portare il paziente alla guarigione attraverso una relazione che comprenda una fusione di mente e corpo. Livio Spada arriverà a insinuarsi nelle sedute della sedicente psicoterapeuta, e a svolgere direttamente un interessante e trascinante confronto con lei. Anche il figlio di Adele, Ezio, frequenta il “grande gruppo”, e sarà proprio lui, suo malgrado, a smascherare un sistema corrotto, attraverso un episodio violento che metterà in crisi l’opera materna e che farà conoscere al “mondo reale” le contraddizioni del suo metodo. Alla fine non resterà altro che abbandonarsi a uno tsunami, e a fare i conti con i propri errori. 

Giuseppe Lago

BIOGRAFIA. Giuseppe Lago è un medico specializzato in Psichiatria e Psicoterapia breve e integrata. Direttore dell’Istituto Romano di Psicoterapia Psicodinamica Integrata, fondatore e condirettore del periodico semestrale Mente e Cura. Ha pubblicato vari libri tra i quali: Orientamenti diagnostici in Psichiatria e Psicoterapia clinica (2002) Ma.Gi. Roma; La Psicoterapia Psicodinamica Integrata: le basi e il metodo (2006) Alpes Italia, Roma; L’illusione di Mesmer (2014) Castelvecchi, Roma; Compendio di Psicoterapia (2016) Franco Angeli, Milano.

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Intervista a Franco Roselli

Franco Roselli è uno scrittore eclettico. Nella sua lunga carriera ha regalato parole al teatro, alla letteratura e al cinema. Ha lavorato e vissuto in Italia, Francia, Spagna e America, facendo tesoro di esperienze e incontri che hanno arricchito il suo modo di vedere la vita e di creare. Ad attività come ghostwriter, sceneggiatore, regista e autore, affianca il mestiere di scrittore. Nel 2000 pubblica la raccolta di racconti Prima un idiota, per la casa editrice Filippi Editore Venezia, in cui già emergono i temi cari alla sua poetica. Nel 2010 è la volta di Finestre e Porte, libro fotografico edito da Vada Crosby. Nel 2014 esce la sua ultima fatica letteraria, il romanzo Un Buddha in giardino (Joshua Hill) edita da Graphofeel edizioni, una saga famigliare che riesce a sorprendere e a commuovere, raccontando con delicatezza la lotta per la sopravvivenza e la felicità in un mondo di ingiustizie e pregiudizi per chi si percepisce come diverso.

A cura di Antonella Quaglia 

Franco Roselli

«Lei è sceneggiatore, regista, ghostwriter, autore televisivo e scrittore. Quali sono stati i primi approcci alla creatività? Il percorso intrapreso era nei suoi piani o la vita l’ha sorpresa con svolte inaspettate?».

Non ho memoria precisa di quando la scrittura è diventata parte importante della mia vita, ho avuto una infanzia e adolescenza piena di suggestioni letterarie e artistiche, i miei primi regali furono dei libri e una scatola di marionette e un teatrino di legno e cartone. È capitato che incontrassi persone che scrivevano per il cinema e per il teatro, alcuni artisti, altri semplici invisibili che lavoravano all’ombra di registi e sceneggiatori conosciuti. Ho scoperto la mia passione poco a poco, incontro dopo incontro, seguivo gli studi universitari e contemporaneamente rincorrevo il mio sogno di scrivere lavorando per altri; non era previsto un tal percorso, non conosco le istruzioni per un percorso tipo che porti a un lavoro come il mio, io per tanti anni sono stato invisibile, un ghostwriter senza nome nei titoli di coda o nelle schede di produzione. Il mio lavoro ha preso vita nelle opere di altre persone, nelle storie di altre persone, nelle immagini di altre persone. Consegnando i fogli con le pagine della sceneggiatura o le parti di un copione teatrale, io sparivo, le mie parole non erano più mie, anche i personaggi frutto della mia fantasia e ricerca non mi appartenevano più. Avrebbero avuto vita propria sullo schermo, su di un palcoscenico, grazie al soffio creativo di un regista o di un attore.

«Ha avuto la grande fortuna di lavorare con geni del cinema quali François Truffaut e Rainer Werner Fassbinder. Ci racconta una conversazione o un aneddoto che li riguarda, e che ha contribuito alla sua visione della scrittura e dell’esistenza?».

Durante il lungo percorso della mia carriera ci sono stati incontri importanti che hanno segnato, spesso spostato la direzione del cammino, rallentato o accelerato il passo. L’incontro con François Truffaut avvenne per caso, lavoravo per uno degli sceneggiatori che doveva ritrarre alcuni personaggi minori del racconto; lui mi affidò un personaggio femminile, io scrissi parecchie pagine, forse troppe, preso dall’entusiasmo. Sul set, all’alba, il regista mi fece avvicinare e notando il mio terrore sul volto, sorrise. “Un po’ troppo lungo, deve imparare a scrivere l’essenziale, quanto basta a non far annoiare il lettore o lo spettatore, liberi il suo talento denso di passione, sia calmo e leggero. Basta il tempo di una canzone, non vada oltre…”.Questa lezione di stile nella scrittura ha inciso nel mio lavoro e la misura di “UNA CANZONE” è diventata una mia regola nello scrivere. Nel folto gruppo di persone che lavorava con il regista tedesco Fassbinder, io entrai spinto da uno dei suoi musicisti, Peer Raben. Per i primi mesi si trattò di tradurre in corti piani sequenza alcuni passaggi del romanzo Berlin Alexanderplatz. Era un lavoro di precisione nell’appuntare i dettagli dei luoghi, degli ambienti, degli oggetti. Con Rainer gli incontri erano sempre fugaci e io non parlavo una parola di tedesco, ero teso, mi sentivo un oggetto estraneo in una oliata catena di montaggio. I luoghi comuni e i pettegolezzi su Rainer incutevano in me un terrore infantile, e oltre a non parlare tedesco, il mio francese o inglese avvolto dalla mia nervosa balbuzie dava origine a ilarità. Una sera mi arrivò un plico, nella pensione dove vivevo: erano una ventina di pagine in francese di un progetto per un film, Veronika Voss. La storia di un’anziana coppia scampata allo sterminio dei campi di concentramento, che decide di non sopportare più il dolore. Era una breve storia dentro un racconto complesso, la storia di due perdenti, di due sconfitti. Il traduttore in lingua italiana che lavorava per Fassbinder aveva scritto alcune note di suggerimento: “niente drammi, grande dolore, più silenzio che parole, dignità”. Ricordo che iniziai la sera stessa provando un enorme affetto per i due anziani, penso di aver immaginato che quella fosse la storia appartenuta alla mia famiglia. Consegnai il lavoro fatto, ogni tanto incontravo Rainer che entrava o usciva dalle sale di edizione e io evitavo di fermarmi. Passarono due mesi e una mattina mi dissero di andare in una sala di edizione, stavano visionando i giornalieri del film Veronika Voss; nella sala buia oltre a Raben c’era anche Fassbinder. Partì la proiezione e sullo schermo apparvero i due anziani, io scivolai sotto la poltrona dalla vergogna, era solo la prima scena delle dieci che avevo scritto. Si riaccesero le luci, Rainer si alzò, venne verso di me, mi diede la mano, e rivolto a Peer disse alcune parole. “Grazie, buon lavoro, li immaginavo così, fragili, dignitosi, bravo, lei ha aggiunto la tenerezza e la compassione, grazie.” Prima di uscire dalla sala Rainer disse una frase a Raben: “Dovresti andare a scuola di tedesco”.

«Nel romanzo Un Buddha in giardino vi è un’atmosfera di serena lucidità, di abbandono a una visione del mondo libero da dogmi e chiusure mentali e di ricerca di una gioia profonda attraverso il coraggio di affermare la propria unicità. Essere di fede buddhista ha apportato un valore aggiunto al mestiere di inventare storie?».

L’incontro con il buddismo è avvenuto 30 anni fa, io già scrivevo e già avevo la mia personale visione del mondo libero dalle stupidità, che rinchiudono la mente e provocano sofferenze inaudite. Aderire al buddismo è stato un passo semplice e che mi ha rafforzato dentro, mi ha insegnato ad avere un profondo rispetto per ogni esistenza, per ogni vita, ma prima di tutto ha fortificato una mia attitudine, quella di “ascoltare” le storie delle persone. Ciò che racconto sovente nasce dalle storie non sentite per caso ma ascoltate con il cuore. Ogni storia, ogni incontro, anche il più insignificante per me è prezioso, custodisco ogni cosa nella mia memoria aspettando l’occasione e il modo per ridarle vita e dignità. Il buddismo mi ha insegnato la disciplina nel lavoro e ha rafforzato il mio amore per lo studio, la lettura e la scrittura. 

«Nel libro fotografico Finestre e Porte punta l’obiettivo su oggetti che si utilizzano ogni giorno, ma che decontestualizzati acquisiscono una dimensione simbolica. Entrambi possono rimandare all’ignoto e alla chiusura in sé stessi o viceversa alla comunicazione e all’apertura al mondo. Mi ha colpito come in alcune fotografie sia presente la sua immagine riflessa. Vuole raccontarci il motivo che ha originato questo progetto?».

Fotografare per me è un personale modo, anche se lo ammetto non del tutto originale e inconsueto, per raccontare, per scrivere con le immagini. Il progetto e il libro Finestre e Porte è nato dalla raccolta di fotografie che l’editore americano ha scelto tra le mie foto. Sono foto in cui per me è importante osservare l’atmosfera di quei luoghi, oltre a ogni specifica situazione, che sia la porta di un palazzo famoso, di una casa antica, di un museo o di una normale abitazione; mi affascina la funzione: entrare, uscire, attraversare. Ho scelto che fosse la luce a dare energia alla foto. Lo stesso vale per le finestre, raramente ci sono delle persone dietro le finestre, lasciando così la fantasia per immaginare l’oltre. È per caso o per personale civetteria che io appaia nelle trasparenze di alcune delle foto.

«Lei è uno degli autori del programma televisivo Blob, in onda su Rai 3. Un lavoro in cui bisogna essere onnivori, e avere un grande spirito di osservazione. Come riesce a fare ordine nell’universo audiovisivo che ogni giorno esamina? Lo paragonerebbe al lavoro dello scrittore, che cerca un senso nelle immagini e nelle suggestioni della sua mente?».

Lavorare a Blob è un’esperienza massacrante, è un lavoro duro, impegna la mente, il corpo e la memoria. Non si tratta solo di vedere ore e ore di televisione nei tanti canali. Bisogna avere una mente veloce e paziente, non deve sfuggire nulla, anche i dettagli più banali sono utili alla costruzione di una trasmissione che rimarrà unica nel suo genere. Non esiste una trasmissione uguale all’altra, se anche nello stesso giorno i diversi membri della redazione di Blob lavorassero sullo stesso materiale televisivo del giorno precedente, avremmo una trasmissione differente per ognuno dei montaggi dei redattori. Perché il gusto personale, la memoria storica, l’emozione e la fatica sono diverse per ogni persona. Si scrive una storia con le immagini, o meglio, si scrive con frammenti, a volte di pochi secondi, creati da altri. Usiamo i suoni, i volti, il ritmo di racconti tra loro diversi che vengono spappolati e ricomposti per essere altro, un altro racconto, Blob. La disciplina dello scrittore aiuta certamente. I miei quaderni di appunti, o segnalazioni di situazioni televisive sono un dizionario decifrabile solo dagli autori di Blob. Non trovo difficoltà nel metodo artigianale del lavoro, uso sempre penna e carta, piccoli foglietti di appunti sparsi che raccolgo in un unico blocco, fisso le mie intuizioni in piccoli notes, mentre mi dedico a un lavoro letterario o alla scrittura di una sceneggiatura o di un testo teatrale.

«In una sua intervista ho letto che lei ama molto ascoltare e prendere spunto dalle storie e dai gesti di chi incontra. Si immerge nella vita e cerca di raccontarla aprendo “porte” su altri modi di vedere e sentire. In quest’ottica esperienziale, cosa pensa dell’uso dei social network come fonte principale di comunicazione, e in generale della maggiore frequentazione del mondo virtuale rispetto a quello reale?».

Uso i social network per curiosità, non sono un patito della comunicazione virtuale, mi è difficile aprirmi a rapporti che vivono solamente di contatti sulla tastiera di un pc o nelle righe di uno smartphone. Mi annoia il mondo virtuale, mancano i colori, i suoni, gli odori che sono parte essenziale del mio mondo creativo. Preferisco sbadigliare per noia davanti a una persona e chiedere scusa per la mia maleducazione, che chiudere il tablet perché non ho nulla da dire in alcune chat dove si delira. Uso le nuove tecnologie come una persona che prende un taxi per andare da un luogo all’altro. La creatività è frutto di lavoro solitario, di disciplina, di metodo, di lunghe letture e di ascolto della voce vera delle persone. In altre parole, nel mio caso personale, posso affermare che non credo solo all’ “ispirazione creativa”, ma credo soprattutto alla “traspirazione” creativa, al sudore della fatica quotidiana.

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«Nella raccolta di racconti Prima un idiota ricorre un motivo presente anche nel suo romanzo: l’uso dei profumi e dei colori per rendere viva una descrizione o per esprimere un moto dell’anima. Nel primo racconto lei afferma “In fondo le storie della gente sono uguali come percorso, mai come colore, sapore, intensità”. In Un Buddha in giardino spiega come per Selma le tonalità di pelle di diverse etnie le sembrino profumi. Lo stesso passato, nelle azioni di Linette, torna come fosse un profumo perduto. Questa attenzione agli stimoli sensoriali è sempre stata una cifra stilistica del suo lavoro di autore?».

Profumi e suoni sono degli elementi indispensabili nella mia scrittura, la memoria personale è alimentata, protetta da essi. Suoni come la voce umana, il canto, il suono di lingue sconosciute, le variazioni melodiche degli strumenti musicali, degli oggetti e della musica in sé stessa. Io scrivo sempre con la musica accanto, uso il silenzio totale quando devo correggere ed essere spietato nel rileggere ciò che ho scritto. I profumi sono uno stimolo ancora più profondo della musica, forse nasce dal mio passato, dalla mia infanzia: gli odori e i profumi della casa, del collegio, dei primi amori, a volte profumi piacevoli, seducenti, a volte evocativi di sofferenze. Sono sempre stato affascinato dalla presenza dell’aspetto sensoriale in letteratura; ricordo i miei primi turbamenti nel provare delle sensazioni leggendo le pagine di Proust, i suoi dolci e i profumi delle donne, l’aria densa del profumo dei lillà in Guy de Maupassant o Flaubert, l’odore acre del sale e del mare in Joyce, l’odore del pollo fritto e del sudore della schiena dei lavoratori neri nei romanzi di Tony Morrison o James Baldwin. Si impara a scrivere leggendo, ascoltando i suoni, annusando gli odori e i profumi dentro le pagine di questi scrittori.

«Un altro motivo ricorrente nel romanzo è l’uso simbolico della musica. Selma aspetta la canzone che l’avrebbe scossa dentro rivelandole il vero amore. Strange fruit di Billie Holiday diventa la metafora gentile attraverso cui Tony racconta ai figli degli orrori del razzismo. Non, je ne regrette rien di Edith Piaf ha il potere di abbattere il muro di dolore che Henry ha costruito, e quindi di curarlo. Quanto è importante la musica nella sua vita?».

La musica per me non è un espediente simbolico nella scrittura, è parte vitale, vorrei che si potesse ascoltare la musica mentre si leggono le mie pagine. Premetto che vorrei saper leggere la musica e suonare un qualsiasi strumento, ma sono negato per tale capacità. Ammiro chi sa suonare, anzi, invidio chi sa diventare musica suonando, o componendo. Per me tale persona possiede un’anima più estesa degli altri esseri umani. Nel mio lavoro sovente sento che una canzone o un brano musicale appartiene a un personaggio, che è parte della sua anima, e allora la musica diventa parte del suo corpo e del suo linguaggio. La musica per me non è mai un accompagnamento; quando si manifesta le azioni, le parole dei personaggi o ciò che accade attorno a lei diventano secondari.

«In Un Buddha in giardino si percepisce il senso di una responsabilità karmica conseguente alle proprie scelte. I personaggi lottano quotidianamente contro i pregiudizi e lo fanno mettendosi in discussione, cadendo e rialzandosi. Nel romanzo si affrontano temi quali il razzismo, l’omofobia e l’antisemitismo, senza indulgere nell’autocommiserazione ma dando invece una forte lezione di coraggio, di riscatto e di voglia di vivere e amare. In quali dei personaggi, se è successo, ha riversato più di sé stesso?».

Io provo una profonda tenerezza per i perdenti, i secondi in una gara di velocità, gli abbandonati che vivono dietro le quinte, quelli che non osano più perché si sono rassegnati. È facile raccontare i due aspetti delle vite dei protagonisti principali, il buono o il cattivo, spesso bastano pochi segni e poi si deve lasciarli andare verso il destino che gli appartiene, sia nel bene che nel male. Ne Un Buddha in giardino ogni personaggio si è preso una parte della mia anima, delle mie gioie, come delle mie vergogne.

«La famiglia Crosby, protagonista di Un Buddha in giardino, porta con sé una componente magica di cui Linette non è che la materializzazione. Ciò implica che, verso la conclusione del romanzo, tutti i fili delle vite dei personaggi secondari si uniscano grazie agli interventi più o meno consci degli elementi della famiglia. Lei crede nella possibilità che la nostra esistenza sia influenzata da qualche tipo di energia?».

Anche prima di diventare buddista non ho mai pensato al caso, o al fato come motore dell’esistenza umana. Sono convinto che esista una legge fondamentale, quella di causa ed effetto, credo nel karma delle persone come credo che la buddità esista in ogni essere vivente, e insieme a tutto ciò credo che ci siano delle energie e delle relazioni magiche che uniscono passato e futuro in un grande affresco di cui non ho compreso il senso, ma che non mi interessa scoprire. Non ci incontriamo per caso, non ci ignoriamo per caso, non ci amiamo per caso, non ci uccidiamo per caso, non ci ritroviamo per caso. I gradi di separazione tra gli esseri umani sono mistici, alle volte ci spingono a scelte crudeli e a errori, ma ci riservano pure sorprese imprevedibili.

«So che sta lavorando a un nuovo libro fotografico, intitolato My little America. Si può sperare anche in un seguito delle storie della famiglia Crosby?».

Le storie della famiglia Crosby hanno un seguito appena concluso nella fase di scrittura e assemblaggio a cura del mio editor americano. La seconda parte della storia dei Crosby ha dato origine a un romanzo dal titolo provvisorio Il profumo degli occhi. Il mio progetto è quello di unificare i due romanzi in un unico volume, per avere così l’intera saga familiare dei Crosby raccolta sotto un unico titolo (provvisorio) La canzone dei CrosbyMy little America è il progetto fotografico nato per mostrare quella parte dell’America dove vivo, il New England, fotografando la provincia americana con i suoi paesaggi e i resti del passato dei primi coloni che ancora resiste alla “mania del nuovo” degli americani. Nel frattempo ho iniziato un nuovo progetto, un romanzo storico, frutto di anni di ricerche presso le diocesi di Vienna e la Biblioteca Marciana di Venezia, ritrovando i documenti originali e leggendo gli studi di alcuni autori britannici per raccontare, in stile goldoniano, gli ultimi mesi di permanenza a Venezia di un musicista spesso trascurato, Antonio Lucio Vivaldi. Un ritratto della Venezia del 1740, una città in decadenza desiderosa di recuperare gli antichi splendori, e un romanzo storico sugli ultimi mesi di permanenza nella città lagunare del prete rosso, prima della sua misteriosa fuga verso Vienna.

Antonella Quaglia

Intervista a Christian Rovatti

Christian Rovatti è uno scrittore bolognese, edito da Giraldi Editore. È anche un batterista e un insegnante di musica e, se rispondendo al dilemma del Cappellaio Matto: «perché un corvo è simile a uno scrittorio?» diamo come soluzione che entrambi producono note, benché piatte, si può presumere che il ritmo che scorre nel sangue di un batterista è linfa vitale anche per la penna di uno scrittore. Se riesci a pescare il lettore nel mare della storia già dalle prime pagine, molto dipende anche dalla scorrevolezza e dal ritmo della scrittura. Christian Rovatti riesce a coinvolgerti, a farti ballare con lui. E lo ha fatto, per il momento, in due romanzi: Comodo buco addio del 2014 e Corpi estranei del 2016. In questa intervista ci racconta un po’ di quello che vaga nella sua mente.

A cura di Antonella Quaglia.

«Ciao Christian, benvenuto. Domanda lampo per rompere il ghiaccio e raccontare qualcosa di te. Una citazione da un libro che hai letto, una che ti è entrata dentro e non ti abbandona mai». Resto spesso folgorato da un passaggio letto in qualche libro, ma purtroppo ho una pessima memoria e altrettanto spesso me lo scordo. La citazione più di vecchia data che riesco ancora a ricordare è un aforisma di Nietzsche che ho letto da ragazzo e che ho inserito anche nel mio ultimo romanzo; diceva più o meno così: “La tua vita sia un tentativo; il tuo successo o insuccesso una dimostrazione. Ma fai in modo che si sappia che cosa hai voluto tentare e dimostrare”. Un monito d’altri tempi, pieno di passione e magnificenza. Pensare poi che è stato scritto da un uomo che avrebbe finito i suoi giorni in manicomio, prima ancora di sapere quanta influenza avrebbe avuto il suo pensiero sulla cultura del Novecento, mi mette davvero i brividi.

«Il tuo secondo romanzo, Corpi Estranei, è stato paragonato alle opere di Nick Hornby. Fa parte delle tue fonti di ispirazione? Quali sono gli scrittori e i libri che ami?» Non ho mai letto nulla di Hornby, ma so che è un grande appassionato di calcio e di musica; forse è questo suo secondo interesse ad avere suggerito un tale parallelismo, perché anche nei miei due primi romanzi si parla spesso di musica. In realtà non sono un grande lettore. Lo sono stato da ragazzo, però: amavo Baudelaire, Flaubert e Rimbaud, ed ero un vero divoratore dei libri di Hermann Hesse. Leggevo un po’ tutto quello che mi capitava per le mani, a dire la verità: Oscar Wilde, Virginia Woolf, George Orwell, Henry Miller, John Fante, Charles Bukowski, Jack Kerouac, Johann W. Goethe… Poi per un lungo periodo ho letto pochissimo, assorbito da altri interessi. Ultimamente ho ricominciato, ma sono una vera lumaca: posso metterci mesi a finire un romanzo. Tra gli ultimi libri che mi hanno appassionato potrei citare Il Signore delle Mosche di Golding, Stoner di Williams, Il Giocatore di Dostoevskij, L’autobiografia di Malcolm X e Il Piacere di D’Annunzio; se proprio dovessi citare una fonte di ispirazione per il mio ultimo libro, Corpi Estranei, scomoderei proprio quest’ultima lettura, che terminai proprio la sera prima di mettermi a scrivere il mio romanzo. Ma in generale cerco sempre di evitare influenze troppo ingombranti, quando scrivo qualcosa di mio; preferisco concentrarmi totalmente su ciò che voglio dire e su come lo voglio scrivere. Imitare lo stile di qualche altro narratore non rientra nelle mie capacità, né tanto meno nei miei obiettivi.

Corpi estranei

 

«La nostalgia e la musica sono motivi ricorrenti nei tuoi romanzi. Nelle tue storie parli di rimpianto per un amore perduto, per una identità perduta, per delle occasioni mancate, e lo fai mettendo sempre dei brani musicali di sottofondo. Crei una lettura stratificata, che coinvolge più del senso della vista. Una scelta stilistica o semplicemente una diretta conseguenza del tuo essere musicista e scrittore?» Se non suonassi resterei comunque un grande appassionato di musica, perché trovo che l’espressione musicale sia un mezzo potentissimo per veicolare non solo idee e concetti, ma soprattutto emozioni. La capacità evocativa di un verso poetico viene amplificata in modo esponenziale se anziché essere solo recitato esso viene cantato, o catalizzato in qualche modo da un accompagnamento musicale; lo sapevano bene anche gli antichi Greci, da cui tutta la metrica classica prende origine. Il ruolo che certe canzoni hanno ricoperto nella mia crescita personale è incalcolabile, e travalica ogni insegnamento scolastico. Sono stato molto fortunato, in questo senso, perché ho vissuto la mia adolescenza negli anni novanta, un’epoca in cui la musica era ancora in grado di aggregare le persone in una grande famiglia, trasmettendo valori e regalando emozioni autentiche. Basta confrontare la top ten di oggi con quelle di quegli anni, per dedurre che forse i ragazzi di quest’epoca non sono stati altrettanto fortunati, ma è una considerazione del tutto personale (forse sto solo invecchiando). È per questa ragione che, scrivendo i miei primi due libri, mi sono trovato spesso a considerare una citazione musicale il modo più efficace per fare pervenire al lettore l’emozione precisa che volevo trasmettergli: laddove la parola in sé non riesce, la musica può arrivare. Ora però vorrei liberarmi di questo espediente, e nel mio terzo lavoro sto cercando di evitare accuratamente ogni “scorciatoia emotiva” che la musica potrebbe fornirmi, demandando alle mie sole capacità narrative l’arduo compito di suscitare le sensazioni che intendo evocare.

«Il tuo primo romanzo, Comodo Buco Addio, prende spunto dai diari in cui raccontavi delle inquietudini della tua adolescenza. In Corpi Estranei ritroviamo ancora il tema dell’angoscia esistenziale, vista con gli occhi di un adulto. Mettendo nero su bianco una parte così intima di te, pensi che la scrittura ti abbia salvato?» Risposta numero uno: magari ci fosse riuscita, risparmierei molti soldi in alcool e psicoterapia. Risposta numero due: per poterlo affermare dovrei prima sapere che fine avrei fatto se non avessi deciso di cominciare a scrivere… In realtà non credo che esista una vera salvezza, ma solo un tentativo di restare a galla in attesa del grande vortice finale, che presto o tardi finirà per risucchiarci tutti negli abissi dell’ignoto. Può sembrare pessimista, ma è la realtà, e scrivere non salverà di certo nessuno né da questo destino né dall’inquietudine che questa inevitabile prospettiva può infondere. Però, trovarsi da soli davanti a una pagina bianca può avere una grande funzione liberatoria: può regalare la sensazione che la nostra breve esistenza su questa Terra abbia un senso profondo e permanente, elevandoci al di sopra della mera sopravvivenza. Qualcuno ha detto che ci sono tre modi per diventare immortali: fare un figlio, piantare un albero, o scrivere un libro. Per ora non ho figli, e non so se pianterò mai un albero, ma intanto sto cercando di scrivere libri, non si sa mai… Di certo, immergermi nella scrittura mi dà una certa soddisfazione e a tratti mi fa stare bene: questo basta e avanza. Tutti dovrebbero provare a farlo, ogni tanto; in una società che impone l’ipocrisia come abilità imprescindibile per conquistarsi la sopravvivenza, scrivere è di certo uno dei metodi più efficaci per restare in contatto con se stessi, evitando di immedesimarsi troppo in quella maschera che si è spesso costretti ad indossare nella vita cosiddetta adulta. In questo senso, forse, può davvero salvarci: non dall’angoscia, che in una qualche misura è probabilmente una componente inalienabile dell’esistenza umana, ma dal profondo disagio che questa angoscia può procurarci se non le diamo ascolto e se non individuiamo un canale attraverso il quale permetterle di fluire dall’interno verso l’esterno; proprio come una penna di tanto in tanto deve lasciare riversare il proprio inchiostro su un foglio di carta se non vuole che si secchi, inceppando la sua sfera.

Comodo buco addio

«Raccontaci delle tue abitudini nella scrittura. In che luogo preferisci scrivere? Ascolti della musica, che poi inserisci nei tuoi romanzi, per ispirarti? Fai leggere ciò che scrivi a una o più persone fidate, o ti chiudi nella solitudine dello scrittore?» Scrivo nei ritagli di tempo, solitamente di sera. Ho la mia piccola postazione: una scrivania, un pc, una stampante e una piccola abat-jour rossa. Scrivo possibilmente in silenzio, spesso in compagnia di una birra, o di un bicchiere di rum. Ogni poche righe mi alzo e faccio lunghi giri per la casa parlando da solo, in cerca magari di un termine più calzante, o di una frase più fluida. Capita però che mi prenda una gran voglia di scrivere nei momenti meno opportuni, magari mentre sono alla guida, o quando sono impegnato in altre faccende; in tal caso mi segno qualche idea sul bloc-notes del cellulare, ripromettendomi di elaborarla quando ne avrò l’opportunità (cosa che poi spesso non accade). Ho il telefono pieno zeppo di queste brevi annotazioni, che dimostrano quanto sia difficile fare coincidere i momenti prolifici con quelli effettivamente liberi e produttivi. In fase di revisione sì, chiedo una mano a qualche malcapitato per aiutarmi a scovare errori e ricevere una prima impressione del manoscritto; solitamente sono persone che mi sono vicine e di cui mi fido, anche a livello tecnico. Una di esse è Francesco Cunsolo, un amico che ha già scritto una splendida prefazione al mio primo libro, e che spero vorrà curare anche quella della mia prossima (mi auguro) pubblicazione.

«In Corpi Estranei racconti della crisi di Ivan, un trentenne in fase di transizione. È un uomo anestetizzato dalla routine e da un’ideale di vita borghese, che si chiede se sia in pace con le scelte che ha fatto nella vita. Ivan si trova faccia a faccia con lo spettro del «E se…». È successo anche a te, quando hai scelto di scrivere, dopo una vita dedicata alla musica? Ti sei voluto aprire un possibilità che, forse per paura, non avevi considerato?» Il mio primo libro è in realtà una sorta di diario che avevo scritto nel 1996, quando avevo diciassette anni, cui sin dal principio avevo tentato di dare un taglio romanzato, forse per allontanare dalla realtà le spiacevoli vicende che mi stavano accadendo. Poco dopo averlo concluso, lessi Jack Frusciante è uscito dal gruppo, di Enrico Brizzi. Mi piacque, ma al tempo stesso mi scoraggiò, perché assomigliava molto, se non altro per stile, ambientazione e tematiche, al mio manoscritto. Nel frattempo la mia vita, proprio a causa delle vicissitudini narrate in quel racconto, era cambiata drasticamente, e cercare di pubblicare un libro diventò l’ultima delle mie priorità. Fu un periodo molto intenso, ricco di stravolgimenti, pieno di energie, di nuove amicizie e di emozioni. Fu in quegli anni che decisi di concentrarmi sulla musica: studiavo dalle quattro alle sei ore al giorno, poi andavo alle prove, o a suonare da qualche parte. Molti anni più tardi, durante alcune faccende domestiche, mi è capitato di ritrovare quella vecchia bozza scritta a mano in una carpetta che non ricordavo neanche più di avere in casa, e rileggendola mi si è acceso il desiderio di dare finalmente voce a quell’antico urlo adolescenziale. Ricopiai il testo sul mio pc, aggiustandolo un po’, e lo inviai a diverse case editrici. Se la Giraldi non mi avesse risposto, dichiarandosi intenzionata a pubblicarlo, probabilmente la mia parentesi da scrittore emergente si sarebbe chiusa prima ancora di aprirsi. Trovare un canale editoriale che credeva in me mi ha spinto a risuscitare una passione che evidentemente non si era mai spenta del tutto, e ora eccomi qua… Che poi questo sia stato un bene o un male non saprei dirlo: già faccio uno dei mestieri più precari e peggio retribuiti che si possano svolgere in Italia, ossia il musicista; ora che mi sono messo pure a scrivere non saprei proprio immaginarmi un quadro professionale più disastroso. Ma è così che è andata, e con gli “E se…” si potranno anche scrivere un paio di libri, ma di certo non la vita.

«Che significa per te vivere a Bologna, città che fa da sfondo a entrambi i tuoi romanzi?» Non saprei dire con esattezza cosa significhi vivere a Bologna, poiché sono nato e cresciuto qui e non ho alcun raffronto con quella che avrebbe potuto essere la mia vita abitando altrove. Posso dire che di Bologna mi piace molto lo slang, quel modo di parlare che se vieni da fuori non puoi comprendere senza qualcuno del posto che ti faccia da traduttore simultaneo. Una lingua vivace non può che rappresentare un popolo vivace, e per certi aspetti i bolognesi sono effettivamente persone piacevoli e dalla mentalità aperta, se non altro paragonati agli abitanti di altre città del nord delle dimensioni di Bologna. Per altri versi, però, ciascun bolognese nasconde un animo irremovibilmente borghese e provinciale, ben rappresentato dalla classe politica che da tempo immemore amministra la città. I miei romanzi sono ambientati a Bologna soltanto perché è qui che abito ed è questa la dimensione che ho avuto modo di conoscere meglio. Mi piace partire dalla realtà, quando scrivo, e ambientare un mio racconto in un posto che non conosco profondamente quanto la mia città natale, mi sarebbe risultato un po’ artificioso, sebbene non creda che avrebbe alterato così significativamente le tematiche e le idee di fondo che emergono dai miei scritti; a ben vedere, come si dice, tutto il mondo è paese.

«Il romanzo Corpi Estranei è, a mio parere, il ‘diario di un’inadeguatezza’ in cui si intravede una delle più grandi paure dell’uomo contemporaneo: essere un perdente. Si è pronti a calpestare i propri ideali e i propri sogni per non esserlo, spesso diventando la versione peggiore di se stessi. È quello che è accaduto a Ivan, o a te?» Non è accaduto del tutto né a Ivan né a me. Ma il prezzo da pagare è molto alto in entrambi i casi. Ivan resta intrappolato in un disagio che non ha la forza di contrastare, alla ricerca disperata di un filo di Arianna che lo aiuti a trovare la strada per uscire dal labirinto della sua desolata perdizione. Forse lo trova, forse no. Ma lui è solo un personaggio di carta. Nella vita reale, certi smarrimenti hanno talvolta esiti drammatici e molte persone, da adulte, si ritrovano a essere qualcosa di molto diverso da ciò che in gioventù avrebbero voluto diventare. Forse questo processo fa parte della crescita e della maturazione di un individuo, o forse è solo una triste degenerazione di tutti quegli ideali giovanili che alla prova dei fatti si rivelano incompatibili con i modelli di sopravvivenza che questa società, nel bene o nel male, impone. Come diceva il buon vecchio Aristotele: “l’uomo è un animale sociale” ed è impensabile che possa sfuggire all’influenza dell’ambiente che lo circonda. La grande magia di questa epoca è che, instillando in ogni singolo individuo il terrore di essere un perdente, e di trovarsi in quanto tale escluso dalla società, ha creato in realtà una massa di perdenti, eleggendo la mediocrità come rassicurante parametro di finta fratellanza e reciproca complicità. Se siamo tutti dei mediocri e dei perdenti, il vero escluso è chi cerca di emergere e di distinguersi. Questo processo, catalizzato in particolar modo dai social media e dai talent show, ha reso molto meno problematica la rinuncia ai propri sogni e l’abdicazione ai propri ideali, rendendole persino alla moda. In un mondo di zoppi, il vero storpio è chi cerca di camminare normalmente. Al di là di queste considerazioni di carattere generale, posso dire che, alla soglia dei quarant’anni, poche cose della mia vita hanno seguito il corso che speravo. E l’insoddisfazione ha un sapore molto più amaro, quando si diventa adulti; finché si è ragazzi si guarda avanti e si confida nel futuro, poi a un certo punto ti accorgi che il tempo a tua disposizione per aggiustare certe cose si sta riducendo, e da predatore cominci a sentirti preda. Non corri più per raggiungere qualcosa, ma per fuggire: fuggire dalla paura di avere giocato male le tue carte, paura di avere puntato sul cavallo sbagliato, paura di cadere e non riuscire più a rialzarti, paura di non essere all’altezza delle tue stesse aspettative, paura di non avere più il tempo e le risorse per trovare una via di fuga alternativa. Puoi continuare a credere in te stesso fino a un certo punto, ma quando ti rendi conto che più corri e più il traguardo si allontana, il rischio di crollare sotto il peso di un’invincibile frustrazione è molto concreto.

«Sei un musicista e uno scrittore. Hai altri sogni nel cassetto?» Trovarmi un lavoro serio? Oppure imparare a dare il massimo in quello che già faccio, senza farmi ostacolare dall’insicurezza, dalla paura di fallire, dal timore del giudizio degli altri, e da tutte le altre insidie caratteriali con cui spesso mi trovo a fare i conti. L’unica alternativa sarebbe scappare… dove, a fare che, e con quali soldi non lo so, ma lasciatemi sognare. Andrei a vivere in un posto lontano dalla città, magari vicino al mare, circondato dagli animali. Gli animali non si fanno cambiare dalle epoche in cui vivono. Un gatto era un gatto anche nell’antico Egitto, e sarà sempre un gatto. Le sue esigenze non cambiano, la sua anima è inaccessibile, inalterabile. Dagli animali c’è molto da imparare. Quando tutto intorno ci appare falso, corrotto e snaturato, guardare un cane negli occhi può aiutarci a ritrovare il senso arcaico e immutabile della vita, quel punto zero da cui un giorno l’umanità sarà costretta a ripartire.

Rovatti
Christian Rovatti

«Jennifer Egan ne Il tempo è un bastardo scrive del passare del tempo, della paura di crescere e fallire, e anche nel suo romanzo la musica è parte integrante della trama. Come reagisci al passare del tempo? Pensi anche tu che sia un bastardo?». Sì. Il tempo è come la madre: ti dà la vita e al tempo stesso ti condanna a morte. Ma al contrario della madre non muore mai; ti consuma, ti seppellisce e si dimentica di te, proseguendo beffardo il suo corso eterno. Credo però che, come dice Seneca, l’uomo abbia in qualche modo la possibilità di imparare a gestirsi la fugacità della sua vita, sfruttando al meglio il tempo che gli è concesso. Di un nemico troppo potente si dice: “Se non puoi sconfiggerlo, fattelo amico”. Quale nemico è più potente del tempo? E quale alleato è più prezioso di lui? Da batterista, poi, il tempo è di certo un problema che non posso ignorare; però posso imparare a giocarci, nella musica come nella vita. Anche i cani più aggressivi diventano dei cuccioloni mansueti, se impari a giocarci. E non dimentichiamoci che il tempo, per quanto bastardo sia, aggiusta tutto: appiana i problemi, guarisce le ferite, perdona i peccati, dimentica gli errori, lenisce il dolore, e talvolta dona anche belle sorprese. Come si fa a non amarlo? Proprio come una madre.

«So che stai scrivendo un nuovo romanzo. Puoi darci qualche dettaglio? Stai esplorando nuove strade?» I miei primi due romanzi, seppure diversi tra loro da tanti punti di vista, hanno in comune alcuni tratti distintivi, come l’utilizzo frequente della citazione, la tematica della musica, l’ambientazione strettamente territoriale e il linguaggio diretto e colorito dei dialoghi (spesso in netto contrasto con lo stile volutamente sobrio e introspettivo della narrazione). Nel terzo romanzo sto cercando di affrancarmi da questi cliché, concentrandomi maggiormente sulla tessitura di una trama uniforme e priva di riferimenti culturali e spazio-temporali precisi. Vorrei riuscire a scrivere qualcosa che possa risultare attuale e coinvolgente anche a un lettore di un’altra epoca e di un’altra città. Non so se ce la farò, ma almeno in questo racconto sto elaborando un vero e proprio plot, che negli altri due romanzi, molto focalizzati sull’interiorità emotiva del protagonista, mancava quasi del tutto. Di certo sarà un romanzo più lungo degli altri e, sebbene ne abbia già scritto più di duecento pagine, non ho la minima idea, io per primo, di come andrà a finire. Quando scrivo arrivo sempre a un punto in cui il racconto acquista una vita propria, e da lì in poi non so più che direzione prenderà; se voglio scoprirlo posso solo continuare a scrivere e stare a guardare cosa succede.

a cura di Antonella Quaglia

Festival letterari italiani ed internazionali

Eccovi una lista di alcuni dei principali festival letterari italiani ed internazionali. Uno sguardo anche al settore indipendente.

Eccovi una lista di alcuni dei principali festival letterari italiani ed internazionali. Uno sguardo anche al settore indipendente.

by Redazione il Taccuino

festival letteratura

Se avete suggerimenti da darci, potete scriverci un commento o inviare una mail a redazione@iltaccuinoufficiostampa.com

Diretta Streaming Il Taccuino Ufficio Stampa 12 Dicembre ore 16:00

PROGRAMMA DIRETTA STREAMING
- Presentazione Staff e Servizi
- Perché non auto-promuoversi
- La gestione dentro e fuori da social di un evento letterario
- La distribuzione di un book-trailer
- La promozione radiofonica di un libro
- Strumenti di comunicazione alternativi
- I canali classici ed i nuovi canali della comunicazione digitale

Festival maggiori

  • Salone internazionale del libro di Torino (10-14 maggio 2018)
  • Festiva letteratura di Mantova (5-9 settembre 2018)
  • Children’s book fair di Bologna (26-29 marzo 2018) editoria per ragazzi/illustrazione
  • Letterature, festival internazionale, Roma (tra giugno e luglio)
  • Bookcity a Milano (16-19 novembre 2017)
  • Tempo di libri a Milano (8-12 marzo 2018)
  • Pordenonelegge (settembre)
  • Treviso comic book festival,
  • Lucca comics
  • Romics (Roma)

Festival Internazionali importanti:

  • London book fair, 10-12 aprile 2018
  • Salone del libro di Parigi, 16-19 marzo 2018
  • Frankfurter Buchmesse, 10-14 ottobre 2018

Festival dei libri

Festival editoria indipendente/piccole, medie case editrici

  • BUK, festival piccola e media editoria di Modena (24-25 marzo 2018)
  • Festival della Microeditoria (novembre)
  • Librixia a Brescia (tra settembre e ottobre)
  • Indipendentemente, fiera nel castello di Belgioioso (ottobre)
  • Bookpride a Milano (23-25 marzo 2018) organizzato da ODEI – osservatorio degli editori indipendenti
  • Elbabook, fiera editori indipendenti (luglio)
  • Calibro festival Perugia (marzo)
  • Più libri più liberi, fiera di Roma per la piccola/media editoria (6-10 dicembre 2017)
  • Firenze libro aperto (prima edizione tenuta quest’anno a febbraio)
  • Scrittori in città, Cuneo (15-20 novembre 2017)
  • Fiera delle Parole, Padova (novembre)
  • Fla, Pescara (novembre)

Altri Festival :

  • La grande invasione, Ivrea, 1-3 giugno 2018
  • Salone internazionale del libro usato, Milano, 20-21 gennaio 2018
  • I Boreali, festival della casa editrice Iperborea, date da definire
  • Nebbia gialla Suzzara noir festival, 2-4 febbraio 2018
  • Libri come, Roma, 15-18 marzo 2018
  • Rovigo racconta, 3-6 maggio 2018
  • TaoBuk, Taormina, 23-27 giugno 2018
  • Un’altra galassia, Napoli, 4-6 maggio 2018

Festival letterario

Il Taccuino Ufficio Stampa  –   redazione@iltaccuinoufficiostampa.com

Il Taccuino Diretta Streaming

Promuovi il tuo libro

Il Taccuino – Ufficio Stampa per Scrittori ed Editori

- Promozione di libri su: Web-Radio-Stampa-TV
- Promozione di eventi su: Web-Radio-Stampa-TV
- Distribuzione Booktrailer
- Social Media Management
- Possibilità di rescissione del contratto con soli 30 giorni di preavviso
- Garanzia di almeno 30,60,90 contenuti pubblicati (secondo servizio)
- Spedizioni tracciate

https://www.facebook.com/iltaccuino.ufficiostampa/

Mail: redazione@iltaccuinoufficiostampa.com   Phone:+393396038451

 

 

La promozione di un evento letterario dentro e fuori dai Social

 L’organizzazione della promozione di un evento (letterario, artistico, aziendale), con il vertiginoso aumentare dei canali di comunicazione, si è trasformato in un fenomeno molto complesso da gestire al meglio. L’incredibile deframmentazione del web ha generato nel corso degli anni una miriade di sotto-canali,  Eccovi una serie di consigli pratici e meno pratici per la promozione di un evento; suggerimenti suddivisi anche in base a vincoli di budget e a quanta visibilità volete apportare alla vostre presentazioni.  

“Troppi Social ti rendono Asocial?” 🙂 – by Frank Lavorino

PRIMA PARTE

Presentazione di un libro

Cominciamo con il suddividere la promozione del nostro evento in 4 fasi:

  • Preparazione della promozione
  • Emissione della promozione
  • Ads (Ne parleremo nella seconda parte)
  • Attività Extra Social (Ne parleremo nella seconda parte)

PREPARAZIONE DELL’ EVENTO

Non parte tutto da Facebook. Il primo passo da compiere è quello di creare un comunicato stampa efficace (parte di questo testo probabilmente andrà a finire anche nel vostro evento Facebook di cui parleremo tra poco). E’ fondamentale che la vostra presentazione all’interno del comunicato stampa sia:

– Oggettiva e non di parte (se volete parlare benissimo del vostro evento o libro fate pure, ma siete voi che state parlando bene di voi stessi. Potrebbe avere la stessa valenza di un imputato che si presenta senza avvocato all’interno di un’ aula di Giustizia …..)

– Sufficientemente descrittiva già solo a partire dal titolo (il giornalista che riceve il comunicato stampa deve capire di cosa si tratta solo leggendo il titolo del vostro cs)

– Deve contenere tutti i riferimenti necessari dell’evento in questione (Genere libro, descrizione evento, elementi biografici dell’autore, casa editrice, numero pagine, luogo della presentazione con indirizzo, data, orario, mezzi pubblici disponibili, contatto telefonico, eventuale costo, link sito autore, link e-book se presente, link sito della location, link evento Facebook che andrete a creare subito dopo lasciando per ora in bianco questo campo)

– Adornate il vostro comunicato di fotografie (Copertina libro e foto autore), link video e Q-code (ricavabile dall’evento Facebook)

– Cercate di disporre il tutto in un modo che risulti particolarmente comodo da poter scaricare per la redazione che riceve il vostro materiale. Non inserite allegati pesanti e di dubbia provenienza per tutti gli sfortunati non possessori di un Mac, ma dei link brevi ed esplicitati in maniera molto chiara. Ricordatevi che il colore con il quale il nostro cervello è stato abituato a concepisce un link è l’azzurro. Esempio:

  • SCARICA E-BOOK (Privato sino al 7/09)
  • SCARICA COPERTINA
  • SCARICA FOTO AUTORE
  • SCARICA RASSEGNA STAMPA AUTORE
  • SCARICA BOOKTRAILER
  • EVENTO FACEBOOK
  • GRADISCO RICEVERE PROMEMORIA EVENTO (Vedi dopo).
  • PARTECIPA AL BOOKPARTY 

INVIO E-MAIL

Evita di inserire nel testo della mail, parole o simboli che possono far calare drasticamente il tasso di recapito delle mail come: FREE, GRATIS, NOME UTENTE, GARANTITO, CIFRE, SIMBOLO DI DOLLARI O EURO IN OGGETTO.  Ti consiglio di evitare:

  • L’uso di spazi bianchi nell’oggetto e troppi spazi nella mail
  • Un testo email troppo lungo o complesso con molte subordinate
  • Messaggi inviati in cc o ccn (in copia o copia nascosta)
  • Punti esclamativi o sospensivi nell’oggetto e nel corpo
  • L’inserimento di troppi link o di link errati
  • Inserire sfondi colorati
  • Inserire un alta percentuale di immagini
  • Di inserire un oggetto vuoto
  • Attento a come sono visualizzate parole con accento e caratteri come $ 
  • Di inviare i tuoi messaggi da client di posta come Gmail, Tiscali, Libero (affidati a piattaforme specializzate o quanto meno a Server dedicati)

Prima di inviare una mail, controlla anche:

  • Se è l’ indirizzo è verificato. Puoi testare un tool come https://apps.emaillistverify.com
  • Che nella tua lista di invio non ci siano Spamtraps (collezionare mail spamtraps significa in pratica che il vostro indirizzo è stato inserito in una o più Black List dalle quali non è cosa facile uscirne). Puoi farlo tramite il tool di cui sopra.
  • Che tutti i link si aprano in una pagina esterna al contenuto della mail (target=blank)
  • Dai una descrizione alternativa a tutte le immagini
  • Di aver fornito un link di disiscrizione della vostra Newsletter
  • Utilizza sempre lo stesso interfaccia grafico

Evento Facebook

Evento Facebook. 

Consigli mirati.

1) Scegliete con molta cura la foto dell’evento. Cercate una soluzione grafica possibilmente con del testo che facciano capire dall’immagine:

  • di che tipo di evento si tratta
  • dove e quando si svolge
  • chi è il protagonista
  • se è un evento gratis
  • includi eventuali special guest o presentatori di un certo impatto

1) Prendete subito in considerazione l’idea di includere un video e non una foto nell’immagine del vostro evento o più intelligentemente create un video che pubblicate nella copertina della vostra Fan Page che rimanda al vostro evento. Inseriremo il video nel vostro evento in un successivo momento.

2) Cercate di dare una descrizione dell’evento meno tecnica di quella del vostro comunicato stampa. Non la leggeranno solo redazioni e giornalisti.

3) Inserite il Q-code nel vostro evento

4) Nominate più pagine di co-ordinatori di un evento a cui potete fare una richiesta


 

Stato di salute della Pagina Facebook.

Sto partendo dal presupposto che la vostra pagina Facebook che pubblica l’evento in questione o la pagina del vostro libro abbia tutti i requisiti necessari ad un buon funzionamento. Ecco alcuni punti fondamentali:

La pagina deve essere verificata (basta ricevere una telefonata automatica da Facebook che vi detterà un codice al telefono, apparirà quindi sul vostro profilo un simbolo – VEDI FRECCIA VERDE NELLA FOTO UN PO’ STORTA)  

Definite il pubblico della sezione notizie. (Vi permette di scegliere a chi far visualizzare i vostri post e a creare un pubblico con maggiore target definito per le vostre Ads, vedi sotto). Non lasciate un pubblico indefinito e troppo ampio. Approfondiremo questo punto nella seconda parte di questo articolo.

– Collegate la vostra pagina Facebook ad una pagina Twitter. Per controllare se e dove il tuo account e le tue pagine sono collegate o per collegarle, vai su https://www.facebook.com/twitter

– Collegate il vostro account a Instagram (riceverete i messaggi di Instagram anche su Facebook; inoltre quando create una promozione Facebook sarà facilmente integrabile anche su Instagram)

– Create un gruppo Facebook, collegatelo alla pagina (e un link di condivisione, non un vero e proprio sharing)

– La pagina deve possedere un link personalizzato e non il primo link  che vi autoimposta Facebook

– Caricate con buona costanza video direttamente da Facebook che indicizzano i tuoi contenuti; non postate solo video tramite link (ricordatevi di inserire all’interno dei vostri video-post il tasto di recente nascita “INVIA MESSAGGIO”)

– Non postate sempre allo stesso orario

– Non create 64 post al giorno o al contrario evitate di postare raramente (ogni 5 giorni o con la stessa frequenza delle Olimpiadi!)

– Non parlate sempre e solo di voi stessi. Esistono libri, citazioni, presentazioni, recensioni di altri scrittori che non siete voi. A parte i riferimenti storici e oggettivamente acclamati dalla critica più illustre, potrebbero risultare particolarmente graditi commenti e post su colleghi attuali e contemporanei che scrivono come voi. Parlare bene di altri o semplicemente dei vostri gusti o di quello che vi piace veramente o condividere dati di pubblica utilità non può altro che farvi bene o quanto meno rendervi più simpatici alla community.

– Taggate sempre i vostri post e aggiungete una descrizione alle foto e a tutti i video che pubblicate

– Differenziate il tipo di contenuto che andate a postare (Recensioni, Interviste, Articolo Stampa, Foto, Video, Sondaggio, Audio, Un ringraziamento o un commento il giorno dopo una presentazione, Goodreads, Citazione, Diretta Streaming, Evento, Nota). Il vostro pubblico è fatto sopratutto di utenti più che da giornalisti. Evitate di rifilargli dodici recensioni consecutive o peggio innumerevoli siti di comunicati stampa che magari dispongono tutti dello stesso testo.

Vi consiglio infine di spuntare tutte queste impostazioni che seguono:

- Suggerimenti di pagine simili
- Posizione della pagina per i motivi
- Post in più lingue
- Traduci Automaticamente
- Distribuzione dei contenuti (permette il download della pagina)

 

ULTIMI PASSI PER LA PREPARAZIONE DEL NOSTRO EVENTO:

Create un video dell’evento. Potete usare il vostro canale YouTube e tenerlo in privato o potete semplice creare un video dal vostro smart-phone, editarlo e non pubblicarlo per il momento. Vi sconsiglio video spot di 20-30 secondi e maratone abnormi di 15 minuti. In sostanza cercate di non essere spiccioli, né logorroici.

Create un audio dell’evento. Potete aprirvi un account con SoundcloudMixcloud o semplicemente registrarlo privatamente per il momento. Idem come nel caso del video per quello che concerne la durata del vostro file audio.

Imposta dei promemoria. Per tutti i collaboratori più fidati o per chi ha già dato conferma alla sua partecipazione all’evento, puoi decidere di impostare un promemoria per l’invitato. Puoi farlo tramite Google Calendar o più invasivamente tramite un servizio di Invio Sms come SendinBlue (maggiore è il grado di “invadenza” che adottate nelle vostre comunicazioni, più grande deve essere il grado di “confidenza” che avete instaurato con il destinatario).


EMISSIONE DELL’EVENTO. 

FACEBOOK. Il primo passo nella promozione di un vostro evento, strano a dirsi, è quello di duplicare il vostro evento Facebook e tenere questo clone in bozza, nascosto agli occhi di tutti. Pubblicate il vostro Evento la prima volta senza taggare nessuno e ad un orario insolito di bassa visibilità. Cercate quanto prima dei collaboratori all’evento che vi diano una mano prima della diffusione ufficiale del vostro evento. Divulgare un evento Facebook con pochi iscritti può far crescere dei problemi per le promozioni a zero budget (molto spesso il partecipare ad un evento on line è anche conseguenza di una semplice moda; ricevere un invito con 190 partecipanti confermati produce un effetto diverso per alcune persone rispetto ad un invito con quattro persone confermate). Cercate di crearvi quindi uno zoccolo duro di collaboratori fidati che, accettino, invitino persone a loro volta e condividono sempre i vostri eventi PRIMA della loro diffusione ufficiale. Particolarmente utile potrebbe rivelarsi coordinarsi con il team dei proprietari della location dell’evento o con chiunque abbia interesse ad attirare un buon numero di partecipanti. Potreste obbiettare a tutto questo che basterebbe non far visualizzare il numero di invitati dell’ evento, ma l’esperienza m’ insegna che gli utenti di Facebook da sempre preferiscono sapere chi e quante persone vanno a quel’ evento. Inviare un evento senza la visualizzazione degli iscritti è come entrare in una stanza di una festa dove tutti gli invitati sono mascherati. Se poi siete amanti di certe ambientazioni kubrickiane….

  • E’ ben importante tenere sempre presente che gli eventi Facebook creati ogni giorno sono un numero impressionante, un canale quasi inflazionato direi. Vi consiglio di inoltrare i vostri eventi, al contrario dei comunicati stampa, nei giorni in cui le persone sono più distaccate dal lavoro e più propense ad accettare proposte. Ad esempio Sabato Mattina verso le 10/11 o Domenica mattina tardi o dopo pranzo. Non mandate l’evento a persone lontane dalla residenza dell’evento o palesemente fuori dal vostro target, state buttando il vostro tempo.
  • Pubblicate il vostro evento nei vostri gruppi proprietari e in gruppi Facebook di attinenza al contenuto del vostro evento.
  • Da questo momento in poi, con sempre maggiore frequenza e costanza, cominciate a curare l’evento Facebook che avete creato. Fornite agli iscritti dei contenuti in relazione all’evento con una certa regolarità. Cercate di aumentare il numero dei post man mano che ci si avvicina al giorno del vostro evento. (Foto – Un Video Descrittivo – Un link di un post di qualcun ‘altro che parla del vostro evento – Un breve video in diretta – Un sondaggio – Il Video che abbiamo registrato all’inizio – Un conto alla rovescia – La diretta di eventi simili – Parlate di eventi simili).

TORNIAMO AL NOSTRO COMUNICATO. Inserite nel comunicato il link Facebook e il Q-code che ne avete ricavato. Diffondete il vostro testo possibilmente tra il Martedì e il Giovedì, se riuscite in un orario da addetti ai lavori ovvero sia tra le sette e le dieci del mattino, da un indirizzo mail verificato con un oggetto che riporti chiaramente il titolo del comunicato. Se riuscite già nell’oggetto a far capire la provenienza dell’autore tanto meglio (constatare da subito per una redazione di Bergamo, ad esempio, che la proposta in esame viene da Bergamo o quanto meno da un autore della provincia o della Lombardia è un dato importante). Cercate di fare la vostra proposte a radio, quotidiani, riviste on line, tv e blogger della zona dell’evento in un tempo utile affinché il vostro comunicato sia effettivamente pubblicato. Se quindi la mia presentazione sarà stata fissata ad esempio l’ 1 Marzo, vi sconsiglio di partire a lavorarci dal 15 Febbraio, così come vi sconsiglio vivamente di cominciare la vostra diffusione troppo presto. Un buon tempo di preavviso per l’invio dei comunicati alle redazioni (specie quelle dei quotidiani) è considerato tre settimane. Per le riviste cartacee (non quotidiani e settimanali) bisogna ragionare almeno con sessanta giorni di anticipo. Sarà sicuramente necessario fare un re-call (un nuovo invio) dei vostri comunicati a parte della redazioni a cui avete inviato una segnalazione. Se disponete (vedi post La promozione radiofonica di un libro) di uno strumento di verifica di invio mail, che vi permette di sapere chi ha visionato il materiale e chi no, tanto meglio.


FUORI FACEBOOKUtilizzate innanzitutto i numerosi portali eventi gratuiti che esistono in rete e nei quali vi dovrete iscrivere, inserite sempre il link del vostro evento Facebook, del Q-code e del vostro video. Sto parlando di siti particolarmente frequentati come:

Bobobo

Plannify – (il vostro evento apparirà, gratis, anche su Meteo.it della zona)

Eventa

Evensi

In ognuno di questi portali (solo in Italia ne esistono più di trenta) avrete la possibilità di aderire alla classica formula delle tre opzioni di budget (povero – benestante – ricco e potente). Ricordatevi che tutti questi portali NON funzionano come Facebook. Didatti tutti gli iscritti possono vedere i post degli altri utenti ed è quindi un bene adoperarli e compilarli il più possibile. Non vi è mai capitato di non sapere cosa fare il Mercoledì pomeriggio ed andare su Bobobo.it??

Social Media

 

Non dimenticate altri vostri canali social importanti per diffondere il nostro evento quali:

Twitter
Pinterest 
Instagram (→Foto–Video–Diretta-Slide)
Google Plus (→Community, oltre che la possibilità di creare un EVENTO GOOGLE)
Linkedin(→Gruppi)
Flickr (→Gruppi)
You Tube (→Video che avete registrato in precedenza)
SoundCloud (→Gruppi, solo per gli iscritti al piano PRO)
Foursquare (→Geo-Social) - Sarebbe più indicato che fosse adoperato dal titolare della location
VK (→Gruppi Giganteschi) - Social diffuso sopratutto nei paesi dell'Est Europa

– Utilizzate per diffondere la voce della vostra presentazione anche quelle community attigue al mondo della scrittura dove è facile che la vostra presentazione possa interessare a qualcuno, mi riferisco a portali come Social writer – Writersdream – Ilmiolibro – Connessioniletterarie. Il contenuto del titolo che andiamo a presentare ci suggerirà dei possibili inviati ulteriori. Se è un libro che tratta di fotografia o fumetti o punk è necessario concentrare la nostra ricerca anche su delle community più specifiche.

– Non tralasciate siti aggregatori come: Diggita – Aska News – Tiscali – Google News, fondamentali per indicizzare qualsiasi contenuto.


Ancora insoddisfatti? 

Fate una ricerca, al fine di invitare e coinvolgere altri utenti, di eventi simili al vostro tra le seguenti piattaforme:

Blog di WordPress

Blogger (tramite Google Blog Research)

Canali You Tube e Vimeo

Blog su: Tumblr, Altervista, Weebly

Linkedin

Pinterest

Adoperando dei filtri di ricerca su Twitter che dispone di un filtro specifico per 
i post più recenti,avrete dei risultati eccezionali. (Esempio: "presentazione del libro 
Asti", "presenterò il mio nuovo libro", "presentazione libreria Torino"). 

Perché vi sto consigliando di pubblicare contemporaneamente su più Social?

  • Risparmio temporale
  • Perché se non linkate i vostri social è probabile che posterete solo su uno dei vostri social sottraendo parte del vostro potenziale pubblico dai vostri post.
  • Ma soprattutto per un discorso di visione di insieme di cui ora vi dico.

Vi faccio due esempi, mi auguro efficaci.

1) E’ più efficace, veloce e dispendioso delle nostre energie un annuncio emesso all’interno di un palazzo in contemporanea per tutte le stanze da degli altoparlanti o una persona che divulga il medesimo annuncio dirigendosi a piedi stanza per stanza e parla del suo annuncio a tutti i presenti per un numero di volte pari al numero delle stanze?

2) Provate a concepire per un attimo TUTTO IL WEB come la piantina di una città. Immaginiate che voi e la vostra pagina siate solo una piccola Volkswagen che percorre questa sterminata metropoli affollata di tantissime altre utilitarie come la vostra. Benissimo, a questo punto potete scegliere se percorrere i vostri tragitti in macchina o con un aereo. Qual’ è la differenza? Con la macchina sarete alle 9:00 in una zona, alle 9.12 in un seconda zona e così via. Con l’aereo sarete alle 9:00 in una zona e alle 9:01 nella seconda zona che è come dire che state occupando più spazio nella stessa unità di tempo. Di conseguenza agli occhi della città, visto che vi state espandendo su più strade nella stessa unità di tempo, sarete più visibili.

  • Condivisione Manuale = Persona che va nelle singole Stanze //Volkswagen
  • Sharing Automatico su più piattaforme = Altoparlante // Aereo

 

Come faccio ad amministrare tutto? 

Andiamo con ordine. Se partirete la creazione (non diffusione) del vostro comunicato stampa e del relativo evento Facebook con un buon margine temporale di anticipo, avrete tutto il tempo di postare da più parti senza risultare invadenti.

Se riflettiamo un attimo, un contenuto nel web può essere diffuso in cinque formati:

Testo o microtesto
Foto o slide
Video
Audio
Live streaming

Questa affermazione, tradotta in termini di social, andrebbe rivista così:

Testo = FACEBOOK /TWITTER //LINKEDIN // GOOGLE PLUS// PINTEREST

Foto o slide = INSTAGRAM // FLICKR

Video = FACEBOOK // YOUTUBE // INSTAGRAM // VIMEO

Audio = SOUNDCLOUD // MIXCLOUD

Live streaming = FACEBOOK // PERISCOPE // INSTAGRAM // YOU TUBE 
(PER MOBILE PROVA = TWITCH, YOU NOW E BITSTREAM)

 

SHARING

Per poter coordinare tutti i vostri canali social e su tutto quello che concerne la multi-condivisione ne parleremo più avanti. Tenete presente per adesso diverse possibilità per il vostro sharing facilitato. 

WordPress da la possibilità di condividere i vostri post in contemporanea su Twitter, Facebook oltre che su Google Plus (account e pagina), Tumblr e Linkedin. Attenzione: potete aggiungere più di un account di ognuna di questa piattaforma. Costo: zero.

Divlrit vi sarà utilissimo per poter condividere automaticamente i vostri post anche su Blogger, Pinterest o attivare un feed del vostro blog su Twitter o in un gruppo Facebook. Si attiva gratis o a 9 euro o 29 euro al mese. Se posto dal mio blog , quindi condividerò su Twitter, Facebook, Gruppo Facebook.

Symphonytools è una piattaforma che permette di condividere feed e su molteplici piattaforme blogger. Anche qua tre fasce di prezzo ma un po’ più altine.

Hootsuite, il più noto e costoso social nel settore dei multi-sharer. Hootsuite è sicuramente la piattaforma che offre più soluzioni oltre che un vero e proprio impressionante sistema di data base (avrete una scheda personalizzata con foto di ogni vostro follower e following di Twitter), caricamenti di multi post in .csv e tutta una serie di feed attivabili, oltre che tantissime possibilità di integrazioni come quella con Mail Chimp. Più adatto ad agenzie e aziende di grandi dimensioni o a team particolarmente tenaci e dalle idee molto chiare.

Hoosuite Share

Il massimo della meccanizzazione dei vostri post lo troverete in due mastodontiche applicazioni, attivabili entrambe con ottimi risultati anche con un account gratuito. Grazie a Zapier e Ifttt, è’ possibile infatti eseguire ed organizzare tutta una serie di azioni combinate (definite “trigger” o “automation”) molto interessati ai fini della nostra condivisione. Ad esempio:

- Postare da una Pagina Facebook in contemporanea con l' account Facebook
- Linkare un vostro Post Facebook ad un Team in una chat
- Postare una foto da Instagram e condividerla su Linkedin + Pagina Facebook
- Caricare un video da Youtube e notificare un Sms ai vostri iscritti
 Caricare un video da Youtube e postarlo al vostro blog WordPress o Blogger 
 (che se avrete opportunamente linkato porterà ulteriori condivisioni 
 su Twitter,Linkedin,Fan Page, molteplici account Twitter di collaboratori)
- Postare una foto da Flickr e postarla su Twitter, Facebook e Pinterest
- Postare una foto su WordPress con l’upload di foto dalla Pagina Faceebook
- Favoriti di Soundcloud su una Pagina Facebook
- Collegare Facebook a Scoop
- Collegare Facebook a Reddit
- Collegare un Open mic Rss ad una Pagina Facebook
Zapier.com
Zapier

La gran figata di queste due applicazioni è che potrete disattivare il trigger che avete creato con un semplice clic. Date un’ occhiata anche a Co-schedule (più post a diversi account Instagram – Gruppi Facebook ed altri). Attenzione a come condividete con questo tipo di App, si potrebbero creare dei sgradevolissimi effetti ping-pong che generano migliaia di link in pochi minuti per l’infelicità di tutti (se potete non prendetemi per pazzo alla lettura dell’ esempio che segue).

teschio

ESEMPIO PERICOLOSO – SE NON SEI AVVEZZO AI SOCIAL NON LEGGERLO. Se avete installato inserito un trigger da Zapier.com che dice all’App che ogni volta che caricate un video su YouTube lo deve condividere su WordPress che sua volta condivide con Tumblr ma successivamente vi dimenticate di aver inserito questa condizione perché magari navigate ogni giorno attraverso centinaia di siti  e successivamente aggiungete anche un trigger che dice a Zapier.com o da IFTT che ogni volta che caricare un post da Tumblr deve condividerlo su WordPress, assisterete ad una piccola guerra reciproca tra blog fatta di lanci di migliaia di link reciproci nell’arco di pochi secondi con conseguenti legioni di disiscritti  al vostro sito che posteranno commenti non simpaticissimi su di voi. Quasi come fare la cacca per strada insomma. Attenzione quindi all’uso di queste applicazioni. SE NON NE AVETE COMPRESO BENE L’USO E LA GESTIONE, NON ATTIVATELE!


ORIGINE DEL POST

→→→ Siamo arrivati adesso ad un punto nel quale capirete facilmente che tutti i post per una grande condivisione sui social non si originano mai da Facebook, ma nascono fondamentalmente da tre piattaforme, a seconda del formato del post che andate a condividere ovvero sia:

You TubeSE CONTENUTO VIDEO                                                                        WordPressSE CONTENUTO TESTUALE O TESTO + FOTO                            Instagram o FlickrSE CONTENUTO DI SOLO FOTO


SINTESI

Facciamo un riassunto di quelli che si facevano a scuola e che ci aiutano per qualche secondo a fare chiarezza.

IN GIALLO GLI ARGOMENTI CHE ANDREMMO A TRATTARE NELLA SECONDA PARTE 
DELLA "PROMOZIONE DI UN EVENTO LETTERARIO"

TRE MESI PRIMA
Preparazione del materiale
Creazione di account social mancanti 
Iscrizioni principali siti di portali eventi
Iscrizioni principali community per scrittori
Valuto se studiare ed adoperare Zapier - Hootsuite - Coscehdule - Ifttt
Cerca una location adatta
Cerca un presentatore ed un moderatore per la tua presentazione
Organizza Un Book-Trailer
Valuta se organizzare un pre-evento
DUE MESI PRIMA
Creazione di una gruppo su una chat di collaboratori all'evento
Creazione e Diffusione Evento Facebook solo a collaboratori
Pubblicazione Portali Eventi - Siti Aggregatori – Writer Community
Imposta in tutti i tuoi account social la foto dell’ evento come foto profilo
Diffusione Evento Facebook ad invitati
Pubblicazione su Gruppi Facebook (Proprietari e no)
Pubblicazione Evento in altri canali: Twitter,Google Plus,Linkedin,Pinterest
Invia Comunicato Stampa a riviste (non quotidiani), bimestrali-trimestrali
PROMEMORIA x chi ha confermato la sua presenza tramite Goocle Calendar 
Valuta se studiare le Insight della pagina Facebook che emette l'evento
Progetta e fai stampare dei Flyers dell'evento
UN MESE E MEZZO PRIMA
Diffusione Foto Evento Instagram // Twitter /Flickr // Facebook
Invito personalizzato in loco a giornalisti di un certo livello
Valuta Eventuali Impostazioni di Ads
Valuta altre forme pubblicitarie (Banner fissi o ad impressioni- Spot 
radiofonici- Spot TV - Spazi su Stampa - Cartelloni Giganti - 
Cartelli su Autobus-Pubblicità nelle metropolitane)
UN MESE PRIMA
Invio Comunicati Stampa e Redazioni ed Utenti
Pubblicazione Video dell'evento o Booktrailer su: YouTube – Flickr – Instagram 
– Facebook – Twitter
Invita qualche BookTuber
Eventuali modifiche delle impostazioni delle Ads 
Distribuisci i primi Flyer in location con eventi simili al tuo
Crea altri PROMEMORIA x chi ha confermato la sua presenza in questo secondo step tramite Google Calendar 
TRE SETTIMANA PRIMA
Post con tag dell’evento Facebook (vecchio evento)
Posta Audio dell’evento
Annuncia che una settimana prima dell'evento ci sarà una diretta streaming 
per descrivere l'evento
DUE SETTIMANA PRIMA
Re-call email REDAZIONI (UNA SETTIMANA DOPO IL PRIMO INVIO)
Re-call Evento Facebook con primo evento
Pubblica Evento Duplicato Facebook usando il video questa volta, esportando 
il vecchio evento potrai invitare questa volta chi non ha visto il tuo evento 
la volta scorsa. Linka all'interno di questo nuovo evento, l'evento originale, 
cerca di trasferire i nuovi invitati verso la festa maggiore.
Re-call dell’evento a Whatsapp/Telegram/ Skype/HipChat ai contatti più consolidati
Imposta un SMS Service (Solo per lista di contatti che hanno aderito o per 
collaboratori a stretto contatto)
Torna a distribuire i flyers del tuo evento
Valuta se attivare un Ads sulla promozione dell'Evento In streaming (è un evento 
specifico diverso dalla creazione del normale evento Facebook, la relativa ads si 
può attivare solo a 7 giorni dall'evento) oppure valuta se aggiungere e promuovere 
un diretta streaming  in contemporanea all'evento con esclusione  della zona dove 
si svolge la presentazione
UNA SETTIMANA PRIMA
Parti con la diretta streaming. Fai in modo che la diretta vada in contemporanea: 
Pagina, Gruppo, Twitter ed Evento.(Parleremo più avanti su come intraprendere 
una diretta in più canali social in contemporanea).
Imposta in tutti gli account social la foto del tuo evento con l’aggiunta della 
scritta diretta streaming se intendi sostenerla, se non puoi sostenerla aggiungi 
in ogni caso un elemento di novità alla foto del tuo evento. Il cambio di foto del 
profilo in quasi tutte i social è visibile a tutti i tuoi iscritti anche se no paghi 
un centesimo di ads.
UN GIORNO PRIMA // GIORNO STESSO
Ripubblicazione in tutti i canali (anche Evento)
Attiva Sms Service
GIORNO DOPO
Non sottovalutare l’importanza di come gestisci la promozione del “day-after” 
del tuo evento. Sarà in parte determinante per il buon esito di altri eventi che 
andrai a gestire. Pubblica quindi per due,tre giorni: foto, ringraziamenti, 
video, citazioni dell’evento.

Credo sia tutto.

FINE PRIMA PARTE

F.L. – TACCUINO UFFICIO STAMPA PER SCRITTORI ED EDITORI                                Pagina Facebook // Instagramm // La promozione radiofonica di un libro

Le recensioni del Taccuino

La ragazza che dormì con Dio  // Far west // La bella burocrate // Suttaterra

La ragazza che dormì con Dio (titolo originale The Girl Who Slept With God)

Di Val Brelinski

Casa editrice: Nutrimenti/collana Greenwich, pp.416

Uscita: Settembre 2017

Dal sito della casa editriceCosa fai se hai quattordici anni e vivi ad Arco, nel sonnolento Idaho degli anni Settanta? Se nella tua famiglia è proibito ballare, andare al cinema o al bowling, fare il bagno con i maschi? La vita di Jory Quanbeck è così. La presenza della religione è a tal punto concreta e incombente che Dio è sempre al suo fianco, la sorveglia, la giudica, la opprime (…) Poi ci sono le sorelle, Frances e Grace. Soprattutto Grace, diciassettenne dallo sguardo e dall’animo di ferro, ritratto e immagine di Cristo. Grace, che torna da un viaggio come missionaria in Messico e annuncia, tra lo sconcerto generale, di portare in grembo il figlio di Dio (…)

Recensione:Il romanzo segue la crescita umana della protagonista, cinta dalle maglie troppo strette di un’educazione cattolica, dalla claustrofobia e ignoranza di un paesino in cui una ragazza incinta va nascosta per non destare male lingue. Jory viene trasferita con la primogenita peccatrice in un luogo lontano abbastanza per cercare di arginare i danni, in una casa ai margini del paese. Qui le due ragazze attenderanno il momento del parto, sole. Questo scollamento dalla routine quotidiana creerà in Jory un cortocircuito di nuove emozioni ed esperienze che le mostreranno un nuovo modo di vivere più libero e imperfetto.

Estratto: Una volta, quello stesso anno, sua madre l’aveva trovata seduta a terra in camera sua, si trafiggeva l’interno della guancia con uno spillo. “Jory, ma si può sapere che stai facendo?”. “Niente”, aveva risposto lei, nascondendo lo spillo sotto la gamba. “Perché ti ficchi quel coso in bocca? Rispondimi”. Jory si era passata la punta dello spillo sull’interno del ginocchio. “Devo andare dal dentista domani”, aveva risposto. “E allora?”. “Volevo sapere cosa si prova. Quando ti fanno una puntura”. Sua madre aveva posato il bucato sul suo letto. Si era rialzata con le mani sui fianchi. “Il codardo muore mille volte”, aveva detto. “Il coraggioso una volta sola”. Si era voltata ed era uscita. Jory ricordava ancora a memoria quella citazione. Muore mille volte, si diceva mentre sbirciava nervosamente la strada alla ricerca del pulmino. Mille e una. Mille e due. Qualcosa che assomigliava sospettosamente a un vecchio scuolabus giallo svoltò l’angolo in fondo alla strada e si avvicinò sbuffando. Lo stomaco di Jory si contrasse dolorosamente, come se qualcuno le avesse stretto forte una cintura sotto il cuore.

 

La bella burocrate (titolo originale The Beautiful Bureaucrat)

Di Helen Phillips

La bella burocrate

Casa Editrice: Safarà, pp.176

Uscita: settembre 2017

Dal sito della casa editrice: In un edificio privo di finestre in un remoto quartiere di un’immensa città, la nuova assunta Josephine immette una serie infinita di numeri in un programma conosciuto solo come Database. Mentre i giorni si inanellano l’uno all’altro insieme alle pile di indecifrabili documenti, Josephine sente nascere dentro di sé un’inquietudine sempre più sottile e penetrante. Dopo l’inspiegabile sparizione di suo marito, in un crescendo vertiginoso Josephine scoprirà che la sua paura, divenuta oramai terrore, era pienamente giustificata.

Recensione: La bella burocrate è un romanzo distopico, visionario, a detta di molti critici kafkiano. La scrittrice riflette su come la tecnologia ci abbia lentamente spersonalizzati e trasformati in numeri. L’ufficio claustrofobico senza finestre in cui la protagonista lavora al computer è infatti una metafora dell’esistenza da schiavi a cui la società ci ha condannati, privandoci della speranza di poter andare oltre la sola sopravvivenza. A controbilanciare l’alienazione della protagonista ci sarà la tenerezza del rapporto d’amore di Josephine col marito Joseph, uniti anche nel nome, ultimo baluardo di umanità per cui valga la pena lottare.

Estratto: La persona che la intervistò non aveva la faccia. In altre circostanze – se il mercato del lavoro non fosse stato così squallido da così tanto tempo, se l’estate non fosse stata così cupa e afosa – questo avrebbe potuto scoraggiare Josephine dall’attraversare la porta di quell’ufficio fin dal primo momento. Ma per come stavano le cose il suo primo pensiero fu: oh, perfetto, l’aspetto dell’intervistatore probabilmente ha scoraggiato gli altri candidati! L’illusione della mancanza di faccia fu, come è ovvio, quasi immediatamente spiegabile: la pelle dell’intervistatore aveva la stessa tonalità grigiastra del muro alle sue spalle, gli occhi erano oscurati da un paio di occhiali altamente riflettenti, la fluorescenza appiattiva i lineamenti assemblati sopra l’asessuato completo grigio. Tuttavia, l’impressione persisteva.

 

Far west

Di Sonia Morganti

Far west - Sonia Morganti

Casa Editrice: Leone Editore/Collana Sàtura, pp. 296

Uscita: Ottobre 2017

Dal sito della casa editrice: 2060. Dennis, un nativo americano che ha lasciato la riserva per studiare in una delle più prestigiose università del paese, sta per laurearsi in ingegneria. Ma mentre si trova alla festa di laurea del suo migliore amico Frederick, viene sorpreso da una notizia sconcertante: si è esaurito il petrolio a livello mondiale, e nessuno dei paesi civilizzati è preparato a fronteggiare l’emergenza. Dennis, prevedendo lo scatenarsi del panico, decide di tornare dalla sua famiglia nella riserva, per affrontare così le conseguenze della crisi energetica, che rendono presto le città sempre più invivibili. Maniaci assetati di potere, intrighi politici e separatisti pronti a tutto sono solo alcuni dei pericoli di questo nuovo mondo, un far west in cui la legge del più forte sembra poter soffocare persino quella, eterna, dell’amore.

Recensione: Far West racconta una storia vecchia quanto il mondo ma purtroppo anche estremamente attuale. Far West racconta la lotta per una sopravvivenza messa a rischio dai propri simili. Non da disastri ambientali, non da virus letali, non da sbarchi di extraterrestri. No, Far West è prima di tutto un racconto del tentativo di sottomissione del potente sui più deboli, in questo caso i nativi americani. Far West è anche la storia della presa di consapevolezza identitaria del protagonista, Dennis, sfuggito alla vita noiosa della riserva per andare a studiare nella grande città. Sarà nella fatica della ricostruzione post apocalissi energetica e nel tentativo di salvare coloro che ama, che Dennis capirà l’importanza delle origini e della saggezza dei nativi americani.

EstrattoQuella sera il tramonto era particolarmente intenso: il fuoco del sole morente invadeva il cielo sotto gli occhi acuti di un condor che, apparentemente immobile, fluttuava senza fatica tra le colonne oscure delle mesa. Un uomo solo, presenza incidentale in quell’armonia, fissava l’orizzonte stringendo gli occhi, accecato dalla luce e perso nei propri pensieri. Presto sarebbe scesa la notte e lui sarebbe rimasto lì a meditare. Accese un piccolo falò e si avvolse in una coperta decorata da antichi simboli del suo popolo. Sistemò un pentolino sulle pietre vicine alla fiamma per tenere in caldo la bevanda che, insieme al fuoco, sarebbe stata il suo unico conforto fino all’alba. Il vento del deserto risaliva, portato dal respiro calmo della notte imminente. L’uomo si avvicinò al crinale per cogliere l’istante in cui l’ultimo bagliore del sole si arrende all’oscurità.

Suttaterra

Di Orazio Labbate

Suttaterra

Casa Editrice: Tunuè/Collana Romanzi, pp.120

Uscita: Novembre 2017

Dal sito della casa editriceGiuseppe Buscemi, siculo americano, è rimasto vedovo a soli trent’anni. Ormai lontano dalla realtà e prossimo al suicidio, riceve una lettera da Gela, inviata proprio dalla moglie defunta, che lo invita a raggiungerla là. Stravolto dallo spavento, e tuttavia custode indefesso dell’amore verso la donna, decide di seguire quel richiamo fantasmatico. Intraprenderà così un viaggio reale e metafisico dall’America alla Sicilia del sud, attraverso tappe esistenziali che suonano come una Via Crucis e l’incontro con personaggi surreali che sembrano emergere dalle profondità di un inferno mediterraneo.

Recensione: Suttaterra è un romanzo noir con accenti gotici, che narra la ricerca di un amore impossibile, perduto per sempre. E’ la storia di un’espiazione affrontata attraverso il ricordo e la paura nata dall’abbandono di ogni certezza terrena. Il protagonista, Giuseppe, becchino di professione, riceve una lettera dalla moglie defunta, Maria Boccadifuoco, in cui gli chiede di tornare in Italia, nel luogo dove si erano amati. Da questo momento straniante ha origine un viaggio fisico e intimo del protagonista, alla ricerca del senso di una chiamata improbabile dall’aldilà.

Estratto: “Sei un vedovo”, sussurrava alla camera, tastando con le dita smagrite la tasca dei jeans. Il cielo di là dalla finestra si inscuriva, sopra i palazzi, come la fantasia di un demone addormentato. Fissò la scrivania. Tentò di sfondarla con le mani, solo per scuoiarsi ancora una volta la pelle. Lui la chiamava malinconia: era un mestiere, da quando la moglie Maria era scomparsa un anno prima. Tre corvi sbattevano contro la finestra, uno si era spaccato il becco riuscendo però a forare il vetro. L’uomo allora si avvicinò, raccolse quella polvere adamantina e tracciò un cerchio attorno al buco a mo’ di un mago. Poi alzò l’imposta, e si arrampicò fino a sedersi, rivolto verso l’esterno, sulla sporgenza di pietra del davanzale. Pioveva nella notte e l’acqua caduta dal firmamento tintinnava come i campanelli di una messa.

 a cura di Antonella Quaglia

La promozione radiofonica di un libro

La buona notizia di partenza di questo lungo post è che la stragrande maggioranza delle numerose emittenti radiofoniche italiane (nazionali, regionali, locali, web, on demand) presenta all’interno del proprio palinsesto almeno un programma o un podcast dedicato alla letteratura, alla lettura o più in generale agli eventi culturali.

Il Taccuino

Come partire. Il primo passo da intraprendere nella preparazione della promozione di un libro è sicuramente quello di presentare al meglio l’opera e lo scrittore. Ci occorre a tal proposito un comunicato stampa semplice e chiaro, assolutamente non troppo encomiastico, dove ogni singola emittente possa facilmente visionare e scaricare:

- La presentazione e la biografia dell’ autore
- La copertina del libro, una foto dell' autore
- Intervista audio auto-prodotta dall’ ufficio stampa
- Dati e-book (link, data di uscita, casa editrice)
- Video-intervista o Book-trailer (ne parleremo...)
- Video della presentazione o di un invito ad una presentazione in streaming 
- Link alle migliori recensioni con un estratto e la fonte delle stesse
- Link social dell’autore
- Ciliegina sulla torta: allegato o link a estratto audio di qualche pagina 
  o un audio libro completo in allegato.

 

Come invio le email alle radio? Esistono specifici software di distribuzione per possessori di partita Iva, dotati di una bellissima grafica di presentazione, di cui pochissimi uffici stampa italiani si servono. Dall’uso di queste applicazioni, dopo l’ invio, sarà possibile stabilire con estrema chiarezza per ogni singola emittente:

- Chi ha visionato il nostro materiale materiale e chi no;
- In che giorno e a che ora hanno scaricato Il materiale in proposta
- Quale parte del materiale è stato scaricato o ascoltato o visto (COMUNICATO//AUDIO//VIDEO) 
VEDI ESEMPIO FOTO

 

il taccuino report radio
Report Radiofonico

Re-call telefonico. Tutta questa analisi dell’ invio delle nostre e-mail sarà finalizzata in un secondo momento della nostra promozione, quando le emittenti radiofoniche che non hanno risposto alle nostre richieste saranno contattate telefonicamente dall’ ufficio stampa, meno credibilmente dall’ autore stesso. Contattare un emittente radiofonica (tra le oltre 1200 presenti sul suolo italiano) con la consapevolezza che ha visionato il materiale dell’ autore in proposta, significa rendere più efficace la comunicazione della nostra promozione sin dal principio e partire con il piede giusto.

 

Quando il materiale dell’ autore è pronto, bisogna innanzitutto comprendere:

– Quali sono le emittenti radiofoniche più adatte alla promozione del nostro libro che potrebbero accettare di organizzare un’ intervista o una recensione in un programma dedicato o di parlare semplicemente dell’uscita del nostro titolo?

– Esistono programmi specifici radiofonici particolarmente in target con il nostro manoscritto?

 

promozione radiofonica di un libro

Avvertenze. Bisogna tener presente che tra le emittenti radiofoniche , così come accade per stampa, siti web e redazioni di tutto il mondo, esistono numerose redazioni particolarmente vintage friendly che accettano solo ed esclusivamente materiale fisico. E’ bene organizzare una promozione radiofonica (ed una promozione in generale) con un buon numero di copie fisiche disponibili. Bisogna intraprendere un ulteriore scissione tra redazioni che preferiscono la raccomandata e quelle che esigono la posta prioritaria normale pena invio mail minacciosa. Conviene assolutamente organizzare spedizioni tracciate con occhio vigile alle tempistiche. Se un libro esce il 4 Gennaio, non si può certamente organizzare il tutto a partire dal 2 Dicembre, che ne dite? 🙂

 

Volete risultare più accattivanti di tutti gli altri?? Inserite nelle vostre proposte oltre al titolo e alla stampa di un press-kit, anche una bella penna usb all’interno del pacco con tutti i dati digitali di cui sopra.

 

Quali sono le emittenti che gradiranno o che inseriranno con più probabilità un titolo di un autore emergente?

- Le emittenti specifiche con programmi per esordienti
- I cosiddetti programmi “itineranti” (in onda su numerose emittenti)
- Le emittenti della zone di provenienza dell’autore
_ Il format o i format prodotti dall' ufficio stampa che segue l'autore 
- Le emittenti in località non troppo distante da un evento di una presentazione 
  letteraria di un autore. 

 

Altri consigli per una promozione professionale.

Anticipate tutta la promozione web, radio, stampa con un anteprima o con una serie di anteprime (video o testuali) di un sito o radio o tv o una combinazione di essi, Serviranno a rendere più ricco il nostro press-kit oltre che a creare un precedente.

Cercate di abbinare l’inizio del giorno della promozione ad un evento di presentazione; in questo modo potrete accedere a molti più portali eventi, oltre che siti di redazioni locali ed attirerete l’attenzione della stampa e delle radio locali (organizzare degli inviti specifici i loco sarebbe più indicato)

Organizzate un evento in diretta streaming con esclusione su Facebook della zona della messa in onda della diretta. Le dirette Facebook (ne parleremo più in là, sia della loro realizzazione, sia della loro condivisione) si possono pubblicizzare creando un evento sin da subito e con un post specifico con un video all’interno solo a partire da sette giorni prima dell’ evento. Pubblicizzate il vostro evento su aerea locale con un foto o video post con 30/60 euro su Twitter/Instagram /Facebook

Create degli eventi per le vostre migliori interviste programmate ed invitate gli utenti a cui realmente o potenzialmente può interessare la vostra presentazione (se nel corso degli anni avrete creato delle liste tra i vostri amici su Facebook, ad esempio: speaker, giornalisti, amici, editori, blogger….farete una distribuzione dei vostri inviti più efficace)

Rilanciate le recensioni e le news ottenute in giro e nel web sulla vostra Fanpage Facebook che dovreste collegare a Twitter ed Instagram. Vi consiglio di cominciare a sfruttare anche Tumblr, Linkedin, Pinterest e Google Plus nelle vostre condivisioni (ed i relativi gruppi e community) sempre più presenti di blogger, utenti e scrittori italiani (qualcuno anche in gamba).

Approfondiremo tutte le tematiche della promozione radiofonica di un libro e della promozione di un libro in tutti i suoi aspetti  (oltre che della gestione social) nell’ EVENTO DI PRESENTAZIONE DEL TACCUINO IN LIVE STREAMING previsto il 12 Dicembre alle ore 16. 

 

Radio Book
Radio-book
Ecco alcuni programmi radiofonici dedicati ai libri e alla lettura; alcuni di questi radio-format sono attenti anche, ma non solo, alle novità editoriali provenienti dal sottobosco. 
F.L.

A me mi piace la letteratura pop

RADIO FRAGOLA TRIESTE

Lunedì ore 13.35

Accarezzami l’anima

RADIO RADIO ROMA

Lunedì – Venerdì ore 06,00 – 08,00

Anubi

RADIO CITTA’ APERTA ROMA

Venerdì ore 18:00 – 21:00

Artscapes

RADIO FLASH TORINO 97.6

Venerdì 20:00 – 21:00

Breakfast Club

RADIO CITTA’ FUJIKO 103.1 FM – BOLOGNA

Dal lunedì al venerdì dalle 7.30 alle 9.20

Carta Vetrata

NOVA RADIO FM 101.5 FIRENZE FM 87.8 MUGELLO

Domenica ore 10.30 – 12.00

In onda anche su RADIO BUDRIO FM (Bologna): Domenica 10.30 e Mercoledì 11.35

Caffe Lette Radio

RADIO BLABLA NETWORK MILANO

Martedì ore 20.30 , replica Mercoledì ore 16.30

Coffebreak

RADIO POPOLARE VERONA FM 104

Giovedì ore 14.00 / Venerdì ore 15.35

Cult

RADIO POPOLARE MILANO 107.60

Dal Lunedì Al Venerdì 11.30 / 13.30

Freetime

RADIO BLABLA NETWORK MILANO

Giovedì ore 18.30

Gli scrittori della porta accanto

RADIO BOOK + PODCAST RADIO BIG WORLD

Giovedì ore 18:30

Il cacciatore di libri

RADIO SOLE 24 ORE

Sabato 6.30 e 22.05 // Domenica ore 16.15 e 20.45

Il Garage Ermetico

NOVA RADIO FM 101.5 FIRENZE FM 87.8 MUGELLO

Diretta Domenica ore 21, replica Martedì ore 19.00

Il mondo che ci gira intorno

RADIO LIBRI.IT ROMA

Podcast

Il Ritratto Di Dorian Gray

RADIO CITTA’ FUJIKO 103.1 FM – BOLOGNA

Lunedì ore 18:00

Lombardia Spettacoli

RADIO LOMBARDIA

Tutti i giorni tranne il week end 14.30/16.30

Lo scaffale di Primo

RADIO ONDA D’ URTO BRESCIA/MILANO

Ogni primo Giovedì del mese ore 21.00- 22.00

Musik Leaks

FORMAT IN ONDA SU OLTRE 60 EMITTENTI

Night Train

CONTATTO RADIO LUCCA /LA SPEZIA /FORTE DEI MARMI

Giovedì ore 21.00 – 22.30

Provincia di Massa – Carrara 89.800 MHz  Carrara, Massa, Montignoso, Fosdinovo, Aulla Provincia di Lucca 89.800 MHz Pietrasanta, Viareggio, Forte dei Marmi, Camaiore, Seravezza, Stazzema Provincia della Spezia 89.800 MHz  La Spezia, Sarzana, Ameglia, Lerici, S. Stefano Magra, Ortonovo, Castelnuovo Magra, Arcola, Vezzano Ligure, Portovenere, Riccò del Golfo di Spezia, Follo, Beverino, Bolano, Calice al Cornoviglio.

Per brevità chiamato artista

RADIO GALILEO TERNI

Lunedì ore 16 -17.30 // Martedì ore 16.30 – 18

San Sepolcro,  Città di Castello, Umbertide, 106.5 MHz, Gubbio 95.4 – 97.4 MHz Gualdo Tadino, Nocera 95.4 MHz, Perugia, Assisi 97.4 – 105.6 MHz Foligno, Spoleto 95.9 – 97.4 MHz Orvieto, “Trasimeno” 93.5 – 97.4 MHz, Acquasparta, Amelia, Todi 97.4 MHz Terni 97.4 – 98.4 – 100.5 MHz, Viterbo 100.6 MHz Rieti 90.5 – 100.65 MHz Roma 97.4 MHz

Plot Machine

RAI RADIO 1

Lunedì ore 23-05

Tabula Rasa

RADIO ONDA ROSSA ROMA

Sabato ore 12:30

 

Rassegna Stampa Web

il taccuino ufficio stampaSiti e blog di segnalazioni di libri, recensioni, interviste, nuove uscite editoriali, scrittori. Ne abbiamo scovati ben 698 (è un dato assolutamente non statico) di blog tematici italiani nel momento in cui scrivo questo post. Un nuovo appuntamento settimanale sul blog del Taccuino con una panoramica aggiornata degli ultimi articoli dello sfrenato blogging dei book-blogger italiani. Ma quanto è diventato arzigogolato il web??? 

 

Dentro un libroIl fantastico mondo dei libri. Sito di segnalazioni editoriali aggiornatissime , anche selfpublished. SEGNALAZIONE: “Morte di Stato” di Ruben Trasatti

Titolo: Morte di Stato
Autore: Ruben Trasatti
Editore: Selfpublished
Genere: Fantapolitico / Distopico
Prezzo: 4,99 Euro e-book / 14,98 Cartaceo
Data di uscita: 19 ottobre 2017

 

Amante di libri – “I libri pesano tanto: eppure, chi se ne ciba e se li mette in corpo,vive tra le nuvole”  Segnalazione “L’isola di Oronàre”- Daniele Donisi

Titolo: Bracbah. L’isola di Oronarè.
Autore: Daniele Donisi
Pagine: 262
Anno: 2015/17
Editore: PubMe

 

Mille splendidi libri e non solo – “Un libro deve essere un’ascia per il mare ghiacciato che è dentro di noi” Segnalazione Il piccolo negozio della felicitàhygge- Rosie Blake

Titolo: Il piccolo negozio della felicità hygge
Autrice: Rosie Blake
Edizione: Newton Compton
Pubblicazione: Novembre 2017
Genere: Romanzo
Pagg.:244

 

Ragazza in rosso Le recensioni della blogger barese Silvia Devitofrancesco. Recensione “Di Che Cosa Parliamo Quando Parliamo Di Libri” Di Tim Parks   “Salve lettori, oggi è uno di quei lunedì che hanno il volto del lunedì. Se vedeste il colore del cielo che c’è qui da me, capireste il senso della mia frase scritta poc’anzi. In questa piovosa mattinata, sono qui per proporvi la recensione di un saggio che ho letto con grande entusiasmo ma che non mi ha convinta pienamente. Mi riferisco a “Di che cosa parliamo quando parliamo di libri” di Tim Parks (Utet editore).

Nasce PAROLE PENSANTI, una nuova collana di letteratura filosofica diretta dallo scrittore intellettuale Pierfranco Bruni per la Ferrari Editore. Nasce-parole-pensanti “L’obiettivo, spiega lo scrittore, è quello di puntare i riflettori sul viaggio della parola e del pensiero nella storia della letteratura. Intrecciare parole e pensiero significa creare una forza metafisica che è scavo e immagine. Lo scrittore si confessa in ogni suo libro, tra in-certezze e immaginazione, in un percorso che fa della parola un pensiero. Portare nei libri il pensiero pensante della parola è una sfida: significa fondere linguaggi, rompere schemi precostruiti, immaginare nuovi libri e, soprattutto, rendere la lettura e la letteratura accessibile a tutti”.

Cinquanta Libri, collettivo umile di lettori e recensori Recensione Il mare dove non si tocca – Fabio Genovesi “Però lui non aveva ragione, e magari non ce l’avevo nemmeno io, ma chi se ne frega. E’ per avere ragione che cominciano le guerre, poi a forza di bombe e cannoni te lo scordi e sono solo medaglie sul peto e morti sottoterra. E allora sarò strano, sarò pazzo, non lo so e non mi importa. So solo che lascio il modulo com’è, sbagliato e giusto insieme, e corro giù. Una stesa di scale e la strada, e la mia storia vola già da un’altra parte.”

Il mare dove non si tocca –Fabio Genovesi
Editore: Mondadori
Collana: Scrittori italiani e stranieri
Anno edizione:2017

 

Tre libri sopra il cieloBlog dedicato alla letteratura M/M e Lgbt in tutte le sue sfaccettature Segnalazione Sognando La Neve – Teodora Kostova

Titolo Originale: Dreaming Of Snow
Autore: Teodora Kostova
Traduzione: Alex Krebs Per Quixote Translations
Casa Editrice: Self Publishing
Genere: Contemporaneo
Pagine: 109
E-Book: Sì
Prezzo: € 2,99  Su Amazon

 

iltaccuinoufficiostampa@gmail.com